Addio a Zoom e Teams in Francia? Perché è importante anche per le imprese italiane
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La Francia dice addio alle grandi piattaforme americane di collaborazione come Teams e Zoom. La notizia ha già avuto un grande impatto a livello internazionale e accelera la riflessione già in atto tra governi e aziende di tutto il continente europeo: la dipendenza europea dagli USA per servizi digitali di valore strategico come mail, videoconferenze, AI, Cloud è un pericolo. La strada della sovranità digitale – cioè l’indipendenza tecnologica e nella gestione dei dati – richiede grandi investimenti, ma sembra l’unica percorribile per garantire un futuro di crescita e sicurezza in un’epoca di incertezze e alleanze vacillanti.
Ecco cosa sta accadendo e quali soluzioni si prospettano per le imprese italiane.
La Francia al lavoro per creare l’indipendenza tecnologica
La Francia punta all’indipendenza tecnologica e digitale europea. La notizia di questi giorni è lo stop all’utilizzo delle piattaforme americane Teams e Zoom per la pubblica amministrazione francese entro il 2027. Per ora il divieto non riguarderà aziende e privati.
La soluzione offerta dal Governo francese si chiama Visio, una piattaforma sviluppata interamente in Francia.
La ricerca di una indipendenza tecnologica, come segnala la testata tecnologica Key4Biz, rientra in una strategia di lungo periodo chiamata Numérique, che prevede “la creazione di strumenti Cloud francesi per sostituire servizi statunitensi”.
Risale a poco meno di un anno fa l’annuncio, da parte del presidente francese Emmanuel Macron, di un investimento da oltre 109 miliardi di euro nell’intelligenza artificiale con la creazione di nuove piattaforme, Data center e partnership per arrivare a una AI europea.
Parigi può essere già considerata, in un certo senso, la capitale europea dell’AI, grazie ad aziende importanti come Mistral e al grande progetto LLMs4Europe, che prevede una collaborazione a livello continentale per lo sviluppo di Large Language Model progettati in base alle esigenze europee di indipendenza e sicurezza dei dati.
Anche l’UE si muove sul fronte dell’indipendenza tecnologica
Anche il Parlamento europeo si muove in questa direzione.
Il 22 gennaio 2025 ha infatti approvato una risoluzione, chiamata European technological sovereignty and digital infrastructure, che riconosce l’importanza di creare una solida infrastruttura tecnologica europea che permetta di ridurre le dipendenze critiche da stati esteri per quanto riguarda semiconduttori, connettività, cloud, software, dati e AI.
La risoluzione getta le basi per una cooperazione che porti all’indipendenza tecnologica europea.
L’UE ha approvato regolamenti importanti sulla resilienza delle infrastrutture tecnologiche e la tutela dei dati, come GDPR, Data Governance Act e NIS 2. Nel 2026 sarà pienamente applicabile anche l’AI Act, il regolamento europeo che introduce un quadro normativo da rispettare per chi sviluppa e utilizza servizi AI.
Tutti temi da non sottovalutare visto che economia, infrastrutture e sistemi militari europei dipendono da servizi digitali in gran parte erogati da provider americani che devono rispondere a leggi come il Cloud act americano. Questa legge del 2018 consente alle autorità USA di accedere a dati in possesso di provider statunitensi anche se fisicamente conservati in Europa.
L’urgenza di questi temi è stata riconosciuta anche dal colosso europeo del settore aerospaziale Airbus che ha annunciato di voler investire oltre 50 milioni di euro per adottare un cloud digitalmente sovrano.
Perché la sovranità digitale è importante per le aziende
La necessità di adottare strumenti digitali affidabili e di proteggere i dati aziendali e dei Clienti – puntando sulla sovranità digitale – è già molto sentita dalle imprese italiane.
Rispettare la sovranità digitale per un’azienda significa garantire che i propri dati e infrastrutture IT siano gestiti in modo sicuro, conforme alle normative europee. Quando un’azienda si affida a provider esteri, rischia che i propri dati siano soggetti a leggi straniere, spesso meno favorevoli alla privacy e alla sicurezza.
Le aziende che adottano una strategia di sovranità digitale basata sulla protezione e sul controllo dei dati possono operare con maggiore sicurezza, ridurre il rischio di sanzioni e aumentare la fiducia dei propri Clienti.
Non soprende quindi, come emerso dalle analisi del Politecnico di Milano, che negli ultimi anni le aziende italiane abbiano aumentato gli investimenti in sistemi di cybersecurity e di Cloud ibrido e privato, che permettono di accedere a prestazioni eccellenti tutelando i dati aziendali.
Sovranità e aziende: guida pratica per ottenere il massimo
Raggiungere la sovranità digitale significa per le aziende riprendere il controllo sui propri dati, sulle infrastrutture tecnologiche e sulle scelte strategiche legate al digitale, riducendo dipendenze critiche da fornitori extra-UE e aumentando sicurezza, conformità normativa e resilienza operativa.
Per avviare un percorso concreto in questa direzione, le imprese possono adottare alcune buone pratiche fondamentali:
- Mappare dati e infrastrutture critiche, identificando dove risiedono i dati aziendali, chi li gestisce e quali sono i rischi legati a localizzazione, accesso e giurisdizione.
- Scegliere provider europei o nazionali, in grado di garantire data residency, conformità al GDPR e protezione da normative extra-UE potenzialmente invasive.
- Valutare la trasparenza tecnologica, privilegiando soluzioni che offrano chiarezza su architetture, subfornitori e catene del valore digitali.
- Ridurre il lock-in tecnologico, adottando standard aperti e soluzioni interoperabili che consentano flessibilità e libertà di migrazione.
- Integrare la sovranità digitale nella governance aziendale, coinvolgendo IT, legale e management nelle decisioni strategiche sul digitale.
- Investire in competenze interne, per comprendere e governare consapevolmente le tecnologie adottate, senza delegare completamente il controllo all’esterno.
Videoconferenze, cloud, connettività: la risposta italiana esiste già
Grandi imprese, PMI e pubbliche amministrazioni italiane hanno già una risposta concreta alle loro esigenze che riguardano sovranità digitale e compliance.
Questa risposta arriva grazie a Vianova, il Gruppo 100% B2B e italiano di aziende attive nell’Information & Communication Technology.
Le sinergie tra le aziende del Gruppo Vianova permettono di fabbricare tecnologie proprietarie e controllare le infrastrutture chiave, per fornire soluzioni ICT integrate di rete Fissa e Mobile, Cloud, Unified Communication, Cybersecurity e System Integration.
Tutti i servizi – connettività professionali in fibra, Mobile, Cloud, Unified Communication, sistemi di videoconferenza e collaborazione – vengono sviluppati in Italia ed erogati tramite un’infrastruttura proprietaria totalmente italiana ridondata in ogni elemento e monitorata H24 per assicurare i massimi livelli di performance e resilienza.
Il Servizio Clienti che risponde in tre squilli alle chiamate e una rete di aziende partner specializzate in ICT che operano su tutto il territorio italiano assicurano tempi di interventi rapidi e un supporto costante nello sviluppo di infrastrutture IT sempre aggiornate e a prova di futuro.