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8 gennaio 2026

Airbus sceglie il Cloud europeo: parte la sfida per la sovranità digitale

Sommario

    Airbus pronta a dire addio alle Big Tech americane: il colosso dell’aerospazio lancia una gara da 50 milioni di euro per spostare i suoi dati mission critical su un cloud europeo. Obiettivo: proteggere i dati grazie alla sovranità digitale.

    A rivelarlo è un approfondimento pubblicato dal Sole 24 Ore, secondo cui il colosso aerospaziale starebbe per lanciare una gara da oltre 50 milioni di euro per adottare un cloud «digitalmente sovrano».

    Ridurre la dipendenza dalle big tech americane

    La questione non riguarda solo Airbus, ma anche moltissime altre aziende europee e italiane (ad es. Leonardo, Thales) che vogliono puntare sulla digitalizzazione senza mettere a rischio informazioni essenziali.

    Il progetto di Airbus si inserisce in un contesto più ampio di iniziative europee per rafforzare la sovranità tecnologica. Tra queste, Gaia-X è una delle più rilevanti: una federazione europea di infrastrutture cloud nata per garantire trasparenza, interoperabilità e controllo dei dati, in alternativa ai grandi provider extraeuropei.

    In parallelo, la Commissione Europea sta sostenendo lo sviluppo di un Large Language Model (LLM) europeo, un’intelligenza artificiale generativa pensata per rispondere agli standard etici, linguistici e normativi dell’Unione. Entrambi i progetti puntano a costruire un ecosistema digitale autonomo, resiliente e competitivo a livello globale, che rispetti il GDPR e le indicazioni dell’AI Act.

    Cloud Act americano: a quali dati è permesso accedere?

    L’obiettivo è chiaro: ridurre la dipendenza dalle big tech statunitensi – Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud – e tutelarsi dal rischio legato al CLOUD Act americano.

    Questa legge del 2018 consente alle autorità USA di accedere a dati in possesso di provider statunitensi anche se fisicamente conservati in Europa. Una prospettiva che allarma molte aziende strategiche, come Airbus, perché mette in discussione la sovranità normativa e il controllo dei dati sensibili.

    «Parliamo di informazioni estremamente sensibili dal punto di vista nazionale ed europeo», ha dichiarato Catherine Jestin, vicepresidente per gli Affari digitali di Airbus, citata dall’emittente BFM e ripresa dal Sole 24 Ore.

    Airbus sta quindi valutando alternative europee credibili per spostare nel cloud componenti critiche come sistemi ERP, CRM, piattaforme di gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM) e strumenti per la supply chain e l’integrazione industriale.

    Proteggere i dati e la resilienza con il Cloud europeo

    Il cuore della questione non è solo tecnologico ma geopolitico.

    Secondo Jestin, la ricerca di un cloud sovrano europeo risponde anche alla necessità di proteggersi da interruzioni di servizio in scenari di tensione politica o sanzioni. In gioco, insomma, non c’è solo la sicurezza informatica, ma la resilienza strategica dell’intero comparto industriale.

    Attualmente, i colossi USA dominano il mercato del cloud europeo. Secondo un rapporto del Parlamento Europeo citato nell’articolo, «AWS, Microsoft Azure e Google Cloud detengono circa il 70% del mercato UE del cloud infrastrutturale», mentre i provider europei si fermano attorno al 13%.

    Eppure, per Airbus, affidarsi a un hyperscaler statunitense non è più una soluzione sostenibile. Come spiega Jestin, il concetto di «sovranità» non è uno slogan: serve una risposta chiara dai regolatori europei su cosa significhi davvero essere «immuni da leggi extraterritoriali».

    C’è però un margine di incertezza: «Direi che abbiamo un 80% di possibilità di trovare una soluzione europea che risponda davvero alle esigenze», ha affermato Jestin. Un’indicazione concreta della volontà di Airbus di procedere, ma anche del fatto che l’offerta cloud europea deve ancora dimostrare di essere all’altezza in termini di scala, resilienza e maturità tecnologica.

    La gara d’appalto, che dovrebbe partire a gennaio 2026 con decisione attesa entro l’estate, potrebbe rappresentare un precedente politico e industriale importante: per chi vince non c’è solo un contratto, ma l’opportunità di segnare una svolta nella strategia digitale europea.

    Cloud europeo e sovranità: soluzioni immediate per le imprese

    La crescente importanza dei dati, la necessità di introdurre strumenti innovativi come l’AI e le incertezze geopolitiche stanno cambiando rapidamente gli scenari per le aziende. In attesa degli sviluppi del Cloud europeo le aziende cercano soluzioni concrete e immediatamente applicabili.

    Come rivelano i dati diffusi dall’Osservatorio Cloud del Politecnico di Milano, sempre più imprese italiane investono in AI e in Cloud per realizzare la trasformazione digitale.

    In forte crescita le soluzioni di Hybrid Cloud e Private Cloud (+23% nel 2025), che permettono alle aziende di ottenere i vantaggi del Cloud – potenza di calcolo e storage, flessibilità, time to market ridotto, gestione autonoma delle risorse – mantenendo un controllo diretto sulle infrastrutture e sulla sicurezza dei dati.

    Queste soluzioni vengono adottate anche per addestrare i propri modelli AI senza mettere a rischio i dati.

    Alle soluzioni AI e Cloud vengono spesso affiancati sistemi evoluti per la cybersecurity.

    La chiave per il successo è adottare  servizi Cloud con garanzie sulla sicurezza dei dati e l’accesso alle informazioni. Affidarsi a fornitori con Data center situati in Italia o in UE e che sviluppano direttamente servizi in Europa può essere una garanzia in questo senso.

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