Costi nascosti del Cloud: 5 voci in fattura che sorprendono i CFO
Sommario
Il budget IT è approvato, il contratto per i servizi cloud è firmato, tutto sembra sotto controllo. Poi arriva la fattura del trimestre e i numeri non tornano. Non è un caso isolato: molti CFO scoprono che il modello pay-per-use dei grandi operatori americani (hyperscaler) spesso genera voci di costo difficili da prevedere a priori. Singolarmente sembrano importi marginali, ma sommati possono portare i costi per il cloud aziendale ben oltre le stime iniziali.
Conoscere in anticipo queste voci di costo è il primo passo per evitare sorprese in fattura e scegliere un’offerta Cloud trasparente.
I 5 costi nascosti del Cloud che complicano la prevedibilità dei costi IT
Come evitare di sforare il budget? Ecco le voci da tenere d’occhio che compaiono più spesso nelle fatture ma che raramente vengono spiegate in modo chiaro al momento della firma del contratto.
1. Egress fee: pagare per riprendersi i propri dati
Gli hyperscaler applicano una tariffa per il traffico dati in uscita dai loro sistemi, le cosiddette egress fee. In pratica, caricare dati nel cloud è gratuito o quasi; scaricarli invece – verso la sede, verso un altro provider o verso i propri sistemi di backup – ha un costo.
Le tariffe variano, ma possono arrivare a 0,08-0,09 dollari per GB, mentre eventuali riduzioni partono solo da soglie elevate di volume mensile.
Per un’azienda che gestisce grandi quantità di dati o che esegue backup frequenti verso sistemi on-premise, questa voce può diventare significativa, soprattutto quando si decide di cambiare fornitore o rimpatriare parte del proprio workload.
Un modello di cloud IaaS trasparente per davvero comprende il traffico dati senza costi aggiuntivi per l’uscita: una caratteristica da verificare prima di firmare un contratto.
2. Costi di I/O: quanto “lavora” il tuo disco?
Nei modelli cloud dei principali hyperscaler, lo storage non si paga solo in base allo spazio occupato, ma anche in base all’intensità d’uso: ogni operazione di lettura e scrittura sul disco (IOPS, Input/Output Operations Per Second) può avere un costo variabile.
Su workload intensivi – database, applicazioni gestionali, ambienti di sviluppo con build frequenti – il numero di operazioni I/O può essere molto alto, con un impatto diretto sulla fattura che risulta difficile stimare in fase di pianificazione.
Per garantire la prevedibilità dei costi IT, è meglio optare per soluzioni che includano lo storage a banda certa con prestazioni garantite, senza tariffazione variabile per operazione.
3. Supporto premium: pagare per essere ascoltati
Con gli hyperscaler, il supporto tecnico di base è spesso limitato a documentazione online, forum e ticket con tempi di risposta non garantiti.
Per avere accesso a un tecnico disponibile h24, con SLA definiti e tempi di risposta in ore, è necessario sottoscrivere piani di supporto a pagamento che sui principali provider possono partire da alcune centinaia di euro al mese fino alle migliaia, proporzionalmente ai costi di consumo.
Per un’azienda che dipende dall’infrastruttura cloud per la propria operatività, questo non dovrebbe essere un optional, ma un costo fisso che va sommato al canone base.
Da valutare, in alternativa, un provider che includa assistenza tecnica diretta nel contratto, senza piani aggiuntivi.
4. IP statici aggiuntivi: una voce che cresce con l’infrastruttura
Ogni server cloud può avere bisogno di uno o più indirizzi IP pubblici statici – per esporre servizi, per configurare una VPN, per garantire la raggiungibilità di specifiche applicazioni.
Nei modelli degli hyperscaler, il primo IP è spesso incluso, ma quelli aggiuntivi si pagano a consumo. A partire da inizio 2024, AWS ha iniziato a tariffare anche il primo non associato a un’istanza attiva.
Su infrastrutture di una certa complessità, con più server, ambienti di test e staging, il numero di IP necessari può crescere rapidamente, con un effetto diretto sui costi dei cloud aziendali che è difficile anticipare al momento della progettazione.
Verificare quanti IP sono inclusi nel canone base è un dettaglio del contratto che vale la pena chiarire prima dell’attivazione.
5. Adeguamento valutario: il rischio del cambio sul budget IT
La maggior parte dei contratti con gli hyperscaler americani è denominata in dollari, o comunque soggetta a revisioni di prezzo legate al mercato valutario.
Per un’azienda italiana che pianifica il budget in euro, questa variabile introduce un elemento di incertezza strutturale: un dollaro più forte si traduce direttamente in costi più alti, senza che sia cambiato nulla nell’effettivo utilizzo del servizio.
Le oscillazioni del cambio EUR/USD possono aumentare sensibilmente il costo reale dei servizi cloud per molte aziende europee. Un contratto con un provider italiano, fatturato in euro, elimina questa variabile dalla pianificazione del budget.
Come valutare un’offerta cloud davvero trasparente
Quando si confrontano diverse offerte cloud, oltre al costo per CPU e RAM, vale la pena verificare esplicitamente queste voci:
- Traffico in uscita: è incluso o tariffato per GB?
- Storage: la fatturazione è flat o variabile in base agli IOPS?
- Supporto tecnico: è incluso nel canone o richiede un piano aggiuntivo?
- IP pubblici: quanti sono inclusi e a quanto ammontano gli eventuali extra?
- Valuta di fatturazione: il contratto è in euro a prezzo fisso?
Un cloud senza costi nascosti risponde chiaramente a tutte queste domande prima della firma: non è una struttura a consumo con variabili difficili da stimare, ma un modello progettato per supportare la prevedibilità dei costi IT.
Costi nascosti del cloud: anche la trasparenza è un criterio di scelta
Il prezzo al lancio di un servizio cloud non è necessariamente il costo reale a regime. Le voci analizzate in questo articolo non sono anomalie dei contratti, ma caratteristiche strutturali dei modelli pay-per-use adottati dai principali hyperscaler.
Conoscere i costi nascosti del Cloud permette al CFO e all’IT Manager di fare confronti più precisi, negoziare condizioni migliori e costruire un budget IT che regga nel tempo, senza sorprese alla ricezione della fattura.
Infografica
Sicurezza, continuità e scalabilità
Per scaricare questo contenuto e ricevere altre notizie sul mondo TLC iscriviti alla nostra Newsletter