Dal primo Ping al Quantum Internet: in Vianova l’evento sui 40 anni di internet in Italia
Sommario
Era il 30 aprile 1986.
Quel giorno un segnale partì da un laboratorio del CNR a Pisa, viaggiò verso un’antenna satellitare nella Valle del Fucino che lo lanciò verso lo spazio, dove un satellite a sua volta lo intercettò e lo diffuse verso una stazione ricevente in Pennsylvania.
L’Italia per la prima volta era collegata a Internet.
Un salto di 40 anni e il mondo nel 2026 si trova davanti a una nuova possibile rivoluzione, che porta il nome di Quantum Internet. Quali saranno le implicazioni per la tecnologia, il business e la nostra vita quotidiana?
L’incontro “Dal primo ping al Quantum Internet: 40 anni di Internet in Italia”, organizzato dalla Internet Society Italia e ospitato nella sede di Pisa di Vianova, è stato l’occasione per celebrare il passato, il presente e il futuro di Internet insieme alle grandi menti protagoniste delle rivoluzioni della rete. Ma anche per iniziare a scoprire le potenzialità e le applicazioni della tecnologia quantica.
“Nel 1986 abbiamo collegato l’Italia alla rete – ha detto il professor Stefano Giordano, docente all’Università di Pisa e presidente della Internet Society Italia – oggi stiamo collegando la fisica quantistica alla rete. La vera costante di questi eventi storici non è la tecnologia: è il coraggio di immaginare il futuro”.
Il primo ping: collegare l’Italia a Internet
Sul palco dell’Auditorium Vianova – a pochi passi dal Data Center dell’azienda – sono saliti Luciano Lenzini, docente di Ingegneria informatica all’Università di Pisa e Marcello Caleffi, professore di Quantum Network all’Università Federico II di Napoli, per un incontro moderato dal giornalista Fabrizio Diolaiuti.
Il professor Luciano Lenzini è una delle persone che ha lavorato al primo collegamento a internet italiano, grazie al progetto CNUCE del CNR, e che adesso si occupa di reti quantiche.
“Il collegamento italiano alla rete è stato il terzo in Europa – ha ricordato il professor Lenzini – dopo Norvegia e Inghilterra. A guidare tutto al tempo era il progetto ARPA negli Stati Uniti. Il nostro collegamento nella sede CNUCE viaggiava a 48 kilobit e poteva essere utilizzato per poche azioni come lo scambio di documenti o le email. Eravamo consapevoli che fosse un esperimento importante, ma all’inizio era considerato una cosa da ricercatori. Nessuno di noi immaginava l’impatto che avrebbe avuto sulle nostre vite a partire dagli anni ’90 con l’avvento del web e la possibilità di accedere a quelle tecnologie da parte di tutti, anche con limitate competenze tecniche”.
Il salto quantico della rete
A introdurre il tema delle tecnologie quantiche (Quantum computing e Quantum Internet) è stato il professor Marcello Caleffi.
“La rivoluzione quantistica – ha illustrato il docente della Federico II di Napoli – opera secondo criteri che superano le regole dell’informazione classica. Comprenderla non è semplice perché non offre esperienze intuitive. Adesso la trasmissione delle informazioni si basa sui bit, in futuro lavoreremo con i Qubit, l’unità fondamentale di informazione nel calcolo quantistico. Il bit ha solo due stati, un qubit può assumere infiniti stati quantistici intermedi permettendo”.
I computer quantistici avranno capacità di calcolo molto più grandi, potranno interagire tramite sistemi di entaglement (anche a distanza) e renderanno obsoleti i vecchi sistemi di crittografia che attualmente proteggono le informazioni in rete.
“Il quantum internet – ha continuato Caleffi – è ancora lontano, anche se molti esperimenti sono in corso. Quando sarà pronto permetterà di collegare computer sulla rete in maniera avveniristica, attraverso entanglement – cioè correlazioni istantanee tra elementi che si trovano fisicamente distanti – e sistemi di teletrasporto quantistico. Può far pensare a una puntata di Star Trek, ma è un settore in grande sviluppo su cui si stanno concentrando grandi investimenti”.
Le tecnologie quantiche troveranno presto una loro applicazione in settori che richiedono grandi livelli di ricerca e simulazioni complesse: fisica, chimica, farmacia, medicina, finanza, cybersecurity.
Collaborazione e umanità: lo spirito di internet
Stefano Giordano ha ricordato lo spirito di ricerca e collaborazione che ha fatto nascere internet. Uno spirito collaborativo sempre più a rischi nella nostra era in cui le piattaforme internet sono in mano a pochi individui “che fanno il bello e il cattivo tempo”.
“Questo incontro – ha detto il presidente della Internet Society Italia – non poteva che avvenire in una delle case di internet, Vianova, che sviluppa servizi B2B con livelli di eccellenza. I membri dell’Internet Society lavorano affinché Internet resti aperto, globale, sicuro e affidabile. Perché internet è per tutti e di tutti. Nessuno deve essere escluso da Internet per ragioni economiche, geografiche, politiche, fisiche o culturali”.
L’Internet Society è una associazione globale fondata nel 1992 in Giappone da Vint Cerf, uno dei creatori di Internet.
La mission di Internet Society è sostenere e promuovere lo sviluppo di Internet come infrastruttura tecnica globale, come risorsa capace di arricchire la vita delle persone e come forza positiva per la società.
Sul palco per Vianova sono saliti Andrea Belluomini, Network and System Development Manager e Matteo Bruno, Cloud and Backup Specialist.
“È emozionante – ha detto Belluomini – pensare al progresso portato da quel primo primo ping partito da Pisa. Anche Vianova, con le sue connessioni di ultima generazione e i suoi Data Center, può svolgere il suo ruolo di enabler della comunicazione, grazie a quel primo esperimento. Oggi si parla tanto di AI, robotica e automazione, ma, come hanno evidenziato i nostri ospiti di oggi, la passione e l’elemento umano sono ciò che fa la differenza”.
Infografica
Adottare l’AI in Azienda
Per scaricare questo contenuto e ricevere altre notizie sul mondo TLC iscriviti alla nostra Newsletter