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19 gennaio 2026

Hybrid Cloud in Italia: perché sempre più aziende lo scelgono

Sommario

    L’Intelligenza Artificiale accelera la trasformazione digitale delle imprese italiane, imponendo nuove esigenze in termini di capacità computazionale, flessibilità e sicurezza. Per sostenerne l’adozione servono infrastrutture scalabili, affidabili e soprattutto sicure: è qui che il modello Hybrid Cloud dimostra tutto il suo valore, grazie alla capacità di coniugare potenza, agilità e controllo.

    Sempre più aziende adottano soluzioni di Cloud ibrido – un mix di cloud privato con server in sede o in colocation e cloud pubblico – perché consente di innovare senza rinunciare alla governance dei dati e alla conformità normativa.

    L’andamento del mercato: dove si colloca davvero l’Hybrid Cloud

    Il mercato Cloud italiano cresce in modo continuo, ma la spinta più interessante riguarda proprio le soluzioni ibride.

    Secondo l’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, il mercato totale del settore Cloud nel 2025 ha raggiunto 8,13 miliardi di euro con un +20% sull’anno precedente.

    Il dato chiave, però, è un altro: Public e Hybrid Cloud crescono insieme del 21%, diventando il motore dell’intero settore.

    Questo significa che sempre più aziende decidono di non migrare completamente verso il Cloud pubblico, ma preferiscono scegliere modelli flessibili dove ambienti on-premise e componenti Cloud possono coesistere in modo naturale e coerente con le esigenze strategiche e operative.

    Che cos’è il Cloud ibrido e come funziona

    Il Cloud ibrido è un modello architetturale che combina risorse IT distribuite tra ambienti on-premise (installati all’interno dell’azienda) e servizi di Cloud pubblico, integrandoli in modo coerente e interoperabile.

    In pratica, l’azienda può eseguire alcune applicazioni o archiviare dati su server interni, mentre affida ad ambienti Cloud esterni – tramite soluzioni come il Cloud Iaas – componenti che richiedono maggiore scalabilità, potenza di calcolo o flessibilità.

    Il risultato è un’infrastruttura ibrida che permette di ottimizzare risorse, aumentare l’efficienza e mantenere il controllo sui dati più sensibili.

    Tipicamente, attività come l’analisi dei dati su larga scala, l’esecuzione di modelli di Intelligenza Artificiale o la gestione di picchi temporanei di carico vengono gestite nel Cloud pubblico.

    Al contrario, i processi critici, i dati soggetti a normative o le informazioni strategiche restano in ambienti locali, dove l’azienda può garantirne tracciabilità e protezione.

    Il Cloud ibrido non è quindi un compromesso, ma un approccio flessibile che consente di innovare restando allineati ai vincoli di governance, sicurezza e compliance.

    Tre fattori che spingono l’adozione dell’Hybrid Cloud

    L’esplosione dei progetti di AI generativa ha creato una tensione nuova: da un lato servono capacità computazionali enormi per addestrare e far girare modelli complessi, dall’altro i dati proprietari che alimentano questi sistemi rappresentano il vero vantaggio competitivo e vanno protetti.

    A questo si aggiunge una pressione normativa crescente — dal GDPR alla Direttiva NIS2, fino al Data Act — che impone alle aziende di dimostrare dove risiedono i dati, chi vi accede e come vengono trattati.

    Molte imprese, inoltre, hanno già investito in infrastrutture on-premise solide e performanti: abbandonarle significherebbe disperdere valore. L’Hybrid Cloud permette di valorizzare questi asset esistenti integrandoli con le potenzialità del Cloud pubblico.

    Colocation e Hybrid Cloud: una risorsa in più per la tua azienda

    Nel modello Hybrid Cloud, la componente “privata” dell’infrastruttura non deve per forza risiedere fisicamente all’interno dell’azienda. Sempre più imprese scelgono di ospitare i propri server in data center esterni altamente specializzati, tramite soluzioni di colocation.

    Questa scelta consente di mantenere il pieno controllo sull’hardware e sui dati, senza doversi occupare della gestione quotidiana degli ambienti: alimentazione, raffreddamento, connettività e sicurezza fisica sono garantiti da strutture progettate per garantire massima affidabilità e continuità operativa.

    Rispetto all’on-premise tradizionale, la colocation offre vantaggi concreti:

    • Riduzione dei consumi energetici e dei costi di gestione ambientale
    • Maggiore disponibilità di banda Internet e connettività ridondata
    • Sicurezza perimetrale, videosorveglianza e accesso controllato ai locali
    • Supporto alla compliance normativa, anche in ottica di sovranità del dato

    Per le aziende che desiderano costruire un’architettura ibrida moderna, la colocation rappresenta una soluzione solida, scalabile e sostenibile, in grado di affiancare al meglio il Cloud pubblico.

    Perché le aziende puntano sul Cloud Hybrid

    L’Hybrid Cloud risponde a necessità concrete, spesso decisive nella scelta dei modelli IT aziendali.

    1. Supervisione totale sul dato

    L’adozione di sistemi di Intelligenza Artificiale ha aumentato in modo esponenziale il volume e il valore dei dati trattati dalle imprese. Di conseguenza, la protezione delle informazioni sensibili è diventata una priorità assoluta — soprattutto nei settori regolamentati come finanza, sanità o pubblica amministrazione.

    Il Cloud ibrido risponde a questa esigenza con un modello che consente di elaborare dati in ambienti scalabili e al tempo stesso mantenere il controllo diretto su quelli più critici, ospitandoli su infrastrutture interne o private.

    Questo approccio è spesso l’unico compatibile con le normative europee e di settore, che impongono requisiti stringenti su residenza, tracciabilità e accesso ai dati. L’Hybrid Cloud diventa quindi una scelta strategica, non solo tecnica: permette di innovare restando compliant, senza compromettere la governance.

    2. Prestazioni elevate senza compromettere la governance

    Uno dei principali vantaggi del Cloud ibrido è la possibilità di adattare dinamicamente le risorse IT in base alle esigenze operative.

    Carichi variabili o ad alta intensità di calcolo — come l’elaborazione di modelli AI, l’analisi di grandi moli di dati o i picchi stagionali di traffico — possono essere gestiti in ambienti di Cloud pubblico, capaci di offrire scalabilità immediata e potenza computazionale elevata.

    Al contrario, le applicazioni legacy o i sistemi core restano operativi in ambienti on-premise, garantendo continuità, coerenza architetturale e protezione dei dati sensibili.

    Ad esempio, un’azienda retail può sfruttare il Cloud per gestire l’aumento di traffico durante campagne promozionali, mentre mantiene database clienti e sistemi di pagamento in sede, per assicurare sicurezza e compliance.

    Questo modello consente di ottenere prestazioni elevate senza sovradimensionare l’infrastruttura interna, ottimizzando costi e risorse.

    3. Modernizzazione graduale

    Il modello ibrido supporta un’evoluzione progressiva: nuove applicazioni nascono cloud-native, quelle esistenti vengono integrate senza strappi o interruzioni operative. Questo approccio minimizza i rischi legati alla migrazione completa e favorisce una trasformazione digitale controllata, step by step.

    4. Ottimizzazione dei costi

    Non tutti i workload richiedono infrastrutture interne, spesso più costose da mantenere. Allo stesso tempo, alcune informazioni non possono essere trasferite per vincoli normativi o strategici. Il Cloud ibrido permette di distribuire le risorse in modo intelligente, dedicando capacità solo dove necessario e riducendo sprechi economici.

    Il modello pay-as-you-go del Cloud pubblico si combina con la prevedibilità dei costi fissi dell’infrastruttura on-premise, permettendo una pianificazione finanziaria più accurata e trasparente. Le aziende possono così scalare rapidamente quando serve, senza sovradimensionare l’hardware interno per gestire picchi occasionali.

    5. Resilienza e continuità operativa

    Il modello ibrido consente strategie avanzate di disaster recovery e business continuity: backup su Cloud privato, replica su Cloud pubblico, sincronizzazione tra data center sovrani. L’infrastruttura diventa più robusta, riducendo il rischio di interruzioni e perdite di dati.

    Hybrid Cloud: come scegliere il fornitore ideale

    L’Hybrid Cloud non è una fase intermedia verso una completa migrazione al Cloud pubblico, ma un modello architetturale maturo, capace di rispondere simultaneamente all’esigenza di innovazione, flessibilità e controllo sui dati.

    Per funzionare davvero, però, serve un’infrastruttura solida e un partner tecnologico affidabile, in grado di garantire prestazioni, sicurezza e piena conformità normativa.

    Vianova offre un ecosistema integrato composto da:

    Tutti i servizi sono erogati interamente dall’Italia, con data center e infrastrutture conformi alle normative europee in materia di residenza del dato, sicurezza e tracciabilità.

    Scegliere il modello Hybrid Cloud con Vianova significa costruire un’architettura IT efficiente, governabile e pronta per il futuro, senza compromessi tra innovazione e responsabilità.

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