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tempo lettura: 3 minuti
AI & Data
8 gennaio 2026

IA e sicurezza informatica: minaccia o alleato?

Sommario

    Gli attacchi informatici basati su sistemi di intelligenza artificiale sono aumentati del 50% nell’ultimo anno a livello globale. Nel primo semestre 2025 in Italia, l’IA è stata utilizzata per grandi cyberattacchi nel 40% dei casi. A segnalarlo è un report del Sole 24 ore. IA e sicurezza informatica stanno cambiando gli scenari per le aziende.

    Quello che sta accadendo è chiaro: la stessa tecnologia che potenzia l’innovazione può diventare anche un’arma nelle mani dei cybercriminali. Ecco perché oggi l’IA rappresenta al tempo stesso una minaccia crescente e un alleato indispensabile per la difesa aziendale.

    Di fronte a minacce digitali sempre più intelligenti, rapide e difficili da rilevare, le aziende non possono più affidarsi solo a soluzioni tradizionali.

    La nuova frontiera della cybersecurity si gioca sull’equilibrio tra offensiva e difensiva, dove l’Intelligenza Artificiale è destinata a cambiare le regole del gioco.

    Sicurezza informatica: l’Intelligenza Artificiale come pilastro strategico

    La sicurezza informatica aziendale si sta evolvendo grazie all’introduzione di tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale, capaci di apprendere dai dati e migliorare la capacità di difesa contro le minacce.

    L’IA aiuta a riconoscere i modelli “normali” di funzionamento delle reti e delle applicazioni, per segnalare subito eventuali anomalie e consentire interventi tempestivi.

    Un sistema dotato di IA può, ad esempio, identificare un accesso fuori orario o un volume di traffico dati insolito. Questo avviene grazie a tecniche come il Machine Learning e il Deep Learning, che permettono di aggiornare costantemente le capacità di difesa in base a nuove informazioni e minacce emergenti.

    Questi sistemi non si limitano a intercettare malware già conosciuti, ma sono in grado di scoprire anche varianti mai viste prima e nuove tipologie di attacchi. In questo modo, la sicurezza digitale delle imprese si rafforza e diventa più resiliente agli imprevisti.

    Inoltre, le soluzioni basate su IA possono ridurre il tempo necessario per individuare un’intrusione, passando da giorni o settimane a poche ore o addirittura minuti. Questo consente alle aziende di limitare i danni e di reagire con maggiore prontezza agli attacchi informatici, migliorando la loro capacità di resilienza.

    Più velocità nell’individuare le minacce

    Oltre a velocizzare l’individuazione delle minacce, l’Intelligenza Artificiale consente di automatizzare attività ripetitive e a basso valore aggiunto, come l’analisi dei log, la gestione degli alert o il monitoraggio del traffico.

    Questo libera risorse nei team IT, che possono così concentrarsi su compiti strategici.

    Un altro vantaggio chiave è la riduzione dei falsi positivi: grazie alla capacità di apprendere dai dati, l’IA migliora l’accuratezza delle segnalazioni e consente una risposta più mirata. Infine, il continuo aggiornamento dei modelli basati su Machine Learning rende queste soluzioni adattabili, capaci di evolvere con l’emergere di nuove minacce e di affrontare anche attacchi mai visti prima.

    Sicurezza informatica in azienda: tra IA difensiva e IA offensiva

    L’Intelligenza Artificiale non è solo un’arma di difesa per le aziende. Esiste infatti anche un suo lato oscuro: l’IA offensiva.

    Si tratta di tecniche che i cybercriminali utilizzano per creare minacce più sofisticate, come e-mail di phishing che imitano perfettamente lo stile aziendale, malware in grado di eludere i controlli tradizionali o contenuti deepfake generati per ingannare gli utenti e ottenere accessi non autorizzati.

    Un esempio particolarmente insidioso è l’uso dell’adversarial training in chiave offensiva: gli attaccanti creano dati modificati in modo quasi invisibile per l’occhio umano ma capaci di ingannare i modelli di IA. Questi dati, chiamati “esempi avversari”, riescono a passare inosservati ai sistemi di sicurezza, oppure li inducono a commettere errori, aprendo la strada a intrusioni o furti di dati.

    Proprio per contrastare queste minacce, l’adversarial training è stato trasformato in una strategia difensiva. Nella IA difensiva, infatti, i modelli vengono addestrati non solo sui dati “puliti”, ma anche su esempi avversari costruiti apposta per simulare possibili attacchi. In questo modo, il sistema impara a riconoscere e respingere i tentativi di inganno.

    A questa tecnica si affiancano altre strategie, come l’addestramento dei modelli a dichiarare un’incertezza: quando un dato non può essere classificato con sicurezza, il sistema lo segnala senza prendere decisioni, permettendo agli operatori umani di intervenire.

    Questa combinazione di tecniche rende più difficile per gli aggressori riuscire a eludere i controlli e rafforza la collaborazione tra uomo e macchina nel proteggere la sicurezza informatica aziendale.

    IA e sicurezza digitale: il problema della spiegabilità

    Un aspetto cruciale nell’uso dell’IA nella sicurezza digitale è la possibilità di comprendere le decisioni prese dai sistemi automatici.

    Gli strumenti di eXplainable Artificial Intelligence (XAI) sono stati sviluppati proprio per rendere trasparenti le previsioni e le segnalazioni generate dai modelli di IA. Questo è importante perché aiuta i professionisti della sicurezza a capire il motivo per cui un comportamento è stato identificato come pericoloso e a intervenire in modo più mirato.

    Tuttavia, anche le tecniche XAI non sono immuni da rischi: alcuni studi hanno dimostrato che possono essere manipolate da attacchi avversari. È quindi fondamentale continuare a migliorare queste soluzioni, per garantire non solo l’efficacia, ma anche l’affidabilità dei sistemi di sicurezza basati su IA.

    Oltre la difesa: come prepararsi al futuro della sicurezza informatica

    Guardando avanti, il ruolo dell’IA nella sicurezza informatica sarà sempre più strategico.

    Le imprese dovranno adottare un approccio integrato, combinando competenze umane e tecnologie intelligenti. I professionisti della sicurezza non saranno sostituiti dalle macchine, ma lavoreranno al loro fianco, utilizzando l’IA come uno strumento per velocizzare l’identificazione delle minacce e migliorare la capacità di risposta agli incidenti.

    In parallelo, diventerà essenziale aggiornare le politiche aziendali, prevedendo piani di risposta e procedure per la condivisione delle informazioni sulle minacce. Le organizzazioni più avanzate stanno già sperimentando l’uso di IA offensiva in modo etico, con l’obiettivo di scoprire in anticipo le debolezze dei propri sistemi e rafforzarli prima che vengano sfruttati da attori malevoli.

    Infine, la trasparenza e l’equità nell’uso dell’IA dovranno diventare standard condivisi. Il Regolamento Europeo sull’IA, entrato in vigore nel 2024, è un primo passo verso un quadro normativo chiaro e rigoroso che permetta alle aziende di innovare senza compromettere i diritti e la sicurezza dei cittadini.

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