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IT Manager in vacanza: la checklist in 5 punti per un’estate senza preoccupazioni

tempo lettura: 4 minuti
26 giugno 2026
| Tech & Innovazione

Sommario

    Sei un IT Manager e vedi avvicinarsi il meritato traguardo delle ferie. Ma sai già che in vacanza alcune domande ricorrenti torneranno a interrompere il relax. ll backup notturno partirà correttamente. Il firewall è aggiornato? I cluster e istemi critici sono davvero ridondati?

    Se questi pensieri ti seguono fino in spiaggia, forse il problema non sei tu, ma un’infrastruttura IT che dipende troppo dalla presenza di una sola persona.

    L’IT Manager è il punto di riferimento per la gestione dell’infrastruttura tecnologica aziendale: reti, sistemi, sicurezza, cloud e continuità operativa. Ma è proprio durante la sua assenza che possono emergere le fragilità di un’organizzazione troppo dipendente dalle competenze di una sola persona.

    Per evitare spiacevoli sorprese, ecco cinque verifiche da fare prima di attivare l’agognato messaggio di “Out of Office”.

    1. Niente modifiche: il code freeze preventivo

    Una buona pratica consiste nell’evitare migrazioni, aggiornamenti critici e modifiche alle configurazioni nell’ultima settimana prima delle ferie, salvo che siano indispensabili.

    Il motivo è semplice: anche un aggiornamento apparentemente riuscito può introdurre un problema che emerge solo dopo qualche giorno, magari quando l’unica connessione disponibile è quella del WiFi dell’hotel.

    L’estate deve diventare il periodo della stabilità, non delle novità: se non ci sono esigenze operative che lo impongono, è preferibile rimandare gli interventi non urgenti al rientro dalle ferie, quando il team è di nuovo al completo e può gestire eventuali imprevisti con maggiore rapidità.

    Cosa fare prima di partire?

    • Pianifica gli aggiornamenti critici con adeguato anticipo prima della partenza, per darti tempo sufficiente per testare e intervenire;
    • Evita modifiche a configurazioni di rete, firewall e sistemi centrali nell’ultima settimana, salvo necessità operative;
    • Documenta lo stato dell’infrastruttura prima della partenza: uno snapshot della configurazione può essere un utile punto di riferimento per chi dovrà intervenire in tua assenza.

    2. Metti alla prova il sistema di backup

    Avere un sistema di backup non basta: ciò che conta è essere certi che funzioni davvero quando serve.

    Si dice spesso che esistano due tipi di backup: quello che pensiamo di avere e quello che abbiamo verificato con un test di ripristino. La differenza si scopre solo quando si prova davvero a recuperare i dati con un test di restore.

    Cosa fare prima di partire?

    • Esegui un ripristino completo (o almeno parziale) su un ambiente di test per verificare la consistenza dei dati;
    • Verifica che le copie di backup siano immutabili (immutable backup), una caratteristica che impedisce di modificarle o cancellarle e che offre una protezione efficace anche contro i ransomware.
    • Verifica i parametri di RPO (Recovery Point Objective) e RTO (Recovery Time Objective): quanti dati puoi permetterti di perdere? In quanto tempo devi tornare operativo? Le risposte devono essere già chiare prima di partire, anche per garantire la business continuity.

    Se il piano di Disaster Recovery prevede procedure automatizzate, o comunque semplici da attivare, sarà molto più facile garantire la continuità operativa anche durante l’assenza dell’IT Manager.

    3. Organizza deleghe ed escalation

    L’infrastruttura IT non può dipendere da una persona sola. Se sei l’unico punto di riferimento per tutto, dalla stampante in crash al firewall che non risponde, il problema è organizzativo.

    Cosa fare prima di partire?

    Costruisci una matrice di escalation chiara e condivisa con tutte le persone coinvolte:

    • Chi gestisce l’ordinario: piccoli problemi, riavvii, segnalazioni al provider. Queste attività devono poter essere gestite da personale non specializzato, con istruzioni semplici e documentate;
    • Chi gestisce lo straordinario: incidenti di rete, problemi di sicurezza, guasti ai sistemi critici. Questa responsabilità deve avere un nome di riferimento;
    • Livello zero di autonomia: istruisce i colleghi in ufficio su come risolvere i problemi più comuni senza dover coinvolgere l’IT Manager. Un riavvio forzato, una segnalazione al provider, un cambio di password: sono operazioni che chiunque può fare con le giuste istruzioni.

    4. Controlla gli accessi: il cybercrime non va in vacanza

    I mesi estivi sono un momento di particolare attenzione dal punto di vista della sicurezza informatica. I controlli interni si allentano, le caselle email rimangono incustodite e il numero di persone attive in azienda si riduce. È un contesto che richiede qualche precauzione in più.

    Cosa fare prima di partire?

    • Verifica che l’MFA (o 2FA, l’autenticazione a due o più fattori) sia attiva per tutti gli accessi remoti;
    • Rivedi i permessi degli utenti: ci sono consulenti esterni o collaboratori temporanei con accessi che non useranno durante il periodo estivo? Revoca o sospendi temporaneamente quegli accessi;
    • Imposta alert automatici per le attività anomale: accessi in orari insoliti, tentativi di autenticazione falliti e ripetuti, connessioni da geolocalizzazioni inaspettate;
    • Assicurati che i log siano attivi e che qualcuno – anche da remoto – sappia come leggerli.

    Queste sono buone pratiche di IT security che valgono sempre, ma che in estate meritano più attenzione.

    5. Scegli i partner giusti

    Anche con procedure ben definite e responsabilità chiare, può verificarsi un imprevisto che richiede competenze specialistiche. In questi casi, poter contare su un partner tecnologico affidabile fa la differenza.

    Un partner tecnologico non dovrebbe limitarsi a erogare servizi di connettività o cloud. Il suo valore emerge soprattutto quando monitora l’infrastruttura in modo proattivo, interviene rapidamente in caso di anomalie e mette a disposizione competenze tecniche quando servono.

    In altre parole, diventa un’estensione del team IT, soprattutto nei momenti in cui le risorse interne sono meno presenti.

    Cosa fare prima di partire?

    Per capire se il supporto che hai a disposizione è davvero adeguato, prova a porti alcune domande:

    • Il tuo provider monitora la connettività e i servizi cloud anche quando nessuno in azienda li sta controllando?
    • In caso di anomalia, chi ti contatta per primo: il provider o i tuoi colleghi già in difficoltà?
    • I livelli di servizio (SLA) garantiti nel contratto coprono anche i periodi di bassa operatività aziendale, come ad agosto?

    Un partner tecnologico capace di integrare connettività, cloud e sicurezza può semplificare la gestione dell’infrastruttura, ridurre il numero di interlocutori e offrire un supporto più efficace anche durante l’assenza dell’IT Manager.

    Scegliere il giusto fornitore non significa solo acquistare servizi tecnologici, ma anche acquistare tranquillità.

    IT manager: l’indicatore di un’infrastruttura matura

    C’è un modo molto semplice per capire quanto un’infrastruttura sia davvero solida: osservare cosa succede quando l’IT Manager è in ferie.

    Se l’azienda continua a lavorare senza interruzioni, gli incidenti vengono gestiti secondo procedure definite e ciascuno sa come intervenire, significa che l’infrastruttura è stata progettata con criterio. Le responsabilità sono distribuite, i processi funzionano e i partner tecnologici fanno la loro parte.

    In fondo, il miglior complimento che si possa fare a un IT Manager è proprio questo: la sua assenza non si nota.

    A quel punto, il messaggio di “Out of Office” può davvero significare una cosa sola: è il momento di staccare.

    E allora buon viaggio, lascia il laptop in valigia e goditi le ferie!

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