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News
4 febbraio 2026

Il potere dell’AI e le emozioni di Schumacher: gli highlights del Vianova Business Talk

Sommario

    Quali sono i segreti di un team vincente di Formula 1? E come possono essere adottati anche nelle aziende per renderle più competitive?

    E poi: Come adottare con successo l’AI in azienda? Quali applicazioni concrete può avere questa tecnologia per ottimizzare produttività e risultati?

    Queste e altre importanti questioni hanno trovato una risposta durante la prima edizione del Vianova Business Talk, l’esclusivo evento di approfondimento e ispirazione creato da Vianova e dedicato a leader di impresa, C-level e manager.

    A parlarne, di fronte a una platea di imprenditori e manager, sono stati due ospiti straordinari come il professor Emanuele Frontoni, esperto di AI e visione artificiale, indicato dalla Stanford University tra i più grandi esperti mondiali del settore, e Luigi Mazzola, ingegnere e manager protagonista dei successi della Ferrari in Formula 1 nell’era di Michael Schumacher.

    Vianova Business talk: soluzioni concrete per chi costruisce il futuro

    Emozioni, esperienze, ispirazione e uno sguardo fiducioso al futuro con soluzioni concrete: è questa la formula innovativa che ha decretato il successo del Vianova Business Talk.

    “Le tecnologie digitali e l’AI hanno dato vita a una nuova rivoluzione industriale – ha detto il Sales and Marketing Manager di Vianova Nicola Di Giustocon il Vianova Business Talk abbiamo voluto creare un momento di incontro autentico, ricco di spunti concreti utili a chi guida il cambiamento nelle imprese e vuole essere pronto per il futuro”.

    Vianova Business talk: gli highlights dell’intervento di Emanuele Frontoni

    Emanuele Frontoni ha accompagnato il pubblico del Vianova Business Talk in un viaggio nel mondo dell’intelligenza artificiale illustrando prospettive di crescita, pericoli e necessità infrastrutturali per sfruttarne a pieno le potenzialità (AI europea, Data center sicuri, Cloud affidabile ecc.).

    Le tre regole per il successo

    Il successo nell’adozione dell’AI può solo scaturire da una sana collaborazione tra uomo e macchine.

    “L’AI non sostituisce gli umani – ha spiegato Frontoni – ma ne amplifica le competenze. Queste macchine possono essere molto potenti, ma non pensano veramente e spesso commettono errori, anche gravi. Per questo, per essere veramente utili alle aziende, hanno bisogno di essere affiancate da persone competenti che sappiano formulare le giuste domande e verificare la qualità delle risposte”.

    Frontoni ha indicato tre semplici regole per il successo:

    • Valorizzare il sapere interno. I nuovi strumenti AI hanno “democratizzato” l’accesso a strumenti che possono svolgere compiti complessi. Ma gestire questi strumenti richiede grande competenza nel proprio settore specifico per sviluppare prompt corretti e valutare i risultati finali (output).
    • Creare gruppi interdisciplinari. I progetti AI funzionano meglio quando sono gestiti da gruppi interdisciplinari che condividono le loro conoscenza e non solo da tecnici.
    • Evitare le deleghe a cervello spento. L’AI è perfetta per supportare le decisioni e amplificare le capacità umane. Delegare compiti a “cervello spento” è rischioso.

    I rischi dell’AI

    Le grandi opportunità dell’AI, come per tutte le tecnologie, ci mettono di fronte anche a grandi rischi che non vanno ignorati.

    • Perdita di dati e Shadow AI. I dati sono un asset importante per le aziende. Utilizzare sistemi AI gratuiti non sicuri mette a rischio i dati e la business continuity aziendale.
    • Violazioni del copyright e perdita di proprietà. Addestrare l’AI con dati di proprietà di terzi può comportare violazioni. Lo stesso può accadere con le proprietà intellettuali aziendali, se esposte tramite sistemi AI non compliant.
    • Errori su decisioni strategiche. Le AI sono sistemi statistici che non pensano veramente. Delegare a questi sistemi decisioni strategiche può essere disastroso, soprattutto in assenza di procedure di addestramento su dati e serie storiche.

    L’importanza di dati e infrastruttura

    L’AI non è magia, ma un sistema statistico che analizza grandi quantità di dati per generare risposte. Senza dati di qualità questo sistema non può funzionare e può creare errori o allucinazioni. Le raccomandazioni del professor Frontoni sono chiare:

    • La qualità delle risposte dipende dalla qualità dei dati inseriti
    • I dati devono essere raccolti e gestiti in maniera sistematica e per lungo tempo, al fine di addestrare le AI e ottenere risposte accurate
    • I sistemi AI generalisti hanno alta probabilità di commettere errori: meglio affidarsi a modelli specializzati e appositamente addestrati

    Come ricordato da Frontoni, l’addestramento di modelli AI efficaci richiede un’enorme potenza di calcolo (GPU) e connessioni sempre attive, possibili solo con Data Center avanzati e infrastrutture di rete di ultima generazione per prestazioni e affidabilità.

    L’AI necessita quindi di:

    • server Cloud potenti e scalabili, per lo storage dei dati e l’addestramento dei modelli
    • Data Center ridondati e dislocati in Italia o UE per garantire bassa latenza, continuità del servizio e tutela dei dati (sovranità digitale)
    • connettività in fibra affidabili e sicure.

    A questo proposito, il professor Frontoni ha ricordato i progetti in corso per creare una AI europea e ha elogiato gli investimenti di aziende che costruiscono infrastrutture avanzate come i Data Center di Vianova.

    Le applicazioni concrete dell’AI

    Il professor Frontoni ha infine passato in rassegna alcuni progetti pratici realizzati a fianco delle imprese.

    1. Moda e Design: L’uso di dashboard visuali generate dall’AI (invece di grafici complessi da interpretare) permette di mostrare ai designer i trend di mercato analizzando migliaia di immagini dai social media.
    2. 3D e Virtual Try-on (Nerf): L’uso di Neural Radiance Fields (Nerf) per creare modelli 3D da foto 2D, permette ai Clienti la prova virtuale di abiti e occhiali per ridurre i resi nell’e-commerce.
    3. Retail e Comportamenti Sintetici: Dopo anni di analisi dei comportamenti reali nei negozi tramite telecamere, ora l’AI può generare comportamenti di acquisto sintetici per simulare azioni umane e permettere di ottimizzare le vendite.
    4. Planogrammi: Generazione automatica della disposizione dei prodotti sugli scaffali tramite prompt, passando dal supporto alle decisioni alla collaborazione uomo-macchina.
    5. Video e Inserimento Prodotti: L’AI permette di inserire in tempo reale persone e prodotti all’interno di video per realizzare messaggi personalizzati.
    6. Avatar e Formazione: La creazione di avatar tridimensionali di persone reali permette di sviluppare contenuti personalizzati per l’entertainment, lo studio e la formazione aziendale, superando il modello “video unico per tutti”.

    Vianova Business talk: gli highlights dell’intervento di Luigi Mazzola

    “Per vincere, in Formula 1 come in azienda, non basta avere il motore migliore, ma creare una squadra unita che collabora per ottenere l’eccellenza”.

    L’intervento dell’ingegner Luigi Mazzola al Vianova Business Talk ha offerto una prospettiva unica sulla gestione della performance e delle risorse umane, applicando le lezioni apprese in oltre vent’anni di Formula 1 (a fianco di piloti come Nigel Mansell, Alain Prost e Michael Schumacher) nel contesto aziendale.

    La formula dell’eccellenza

    A differenza delle aziende tradizionali che fissano obiettivi annuali, in Formula 1 si porta un “prodotto nuovo” in pista ogni due settimane. Per vincere non basta raggiungere i propri obiettivi, bisogna superare avversari di cui non si conosce la performance fino al giorno della gara.

    Le aziende non devono puntare alla semplice velocità, che è statica, ma all’accelerazione, intesa come un moto continuo di miglioramento. Se ci si ferma alla velocità raggiunta, si rischia di essere superati da chi sta migliorando più rapidamente.

    Il miglioramento continuo con Alain Prost

    Mazzola ha ricordato episodi significativi della sua carriera, come la scoperta di una nuova metodologia di lavoro appresa da Alain Prost durante i test del 1990.

    Prost non accettava un semplice resoconto (del tipo, “è andata bene”), ma richiedeva un’analisi strutturata su tre punti: cosa è stato fatto bene, cosa poteva essere fatto meglio e cosa è stato sbagliato.

    Il passo successivo era scrivere delle procedure per implementare ciò che si poteva fare meglio e per evitare di ripetere gli errori. In questo modo si avviava la “spirale del miglioramento”, consolidando i punti di forza e correggendo gli errori

    Il potere del team

    Mazzola ha ricordato anche il cambiamento di mentalità portato da Ross Brawn in Ferrari, una svolta che ha permesso anni di successi.

    Brawn fece capire ai tecnici che se la macchina perde, hanno perso tutti, anche se il singolo componente (come il motore) è il migliore del mondo. La domanda chiave posta da Brawn al motorista fu: “Tu vuoi vincere o avere il motore migliore?”.

    “er vincere, tutti i membri del team devono essere “imbullonati” tra loro, connessi e coesi verso un’unica visione, proprio come i pezzi della vettura.

    La competizione deve essere incanalata verso l’esterno e non rivolta all’interno, perché si vince sempre tutti insieme.

    Intelligenza Emotiva: il vero potere dei campioni

    L’efficacia delle azioni dipende per il 45% dal pensiero (sapere) e per il 55% dalle emozioni (come si espone questo sapere). Le emozioni sono l’energia che permette di agire.

    Per Mazzola, i grandi campioni come Michael Schumacher sono maestri dell’Emotional Management, che non significa controllo o repressione, ma capacità di incanalare le emozioni nella giusta direzione.

    “Mansell, Schumacher, Djokovic, Rossi – ha detto Mazzola – tutti i campioni che ho incontrato nella mia carriera erano maestri nel gestire le emozioni per trasformarle in energia o utilizzare per creare coinvolgimento degli altri. Troppo spesso nelle aziende questo aspetto viene sottovalutato ed è un vero peccato: è fondamentale per migliorare le performance”.

    In sintesi, per Mazzola l’eccellenza non deriva solo dalla competenza tecnica (necessaria ma non sufficiente), ma dalla capacità di creare un ambiente dove le persone si sentano valorizzate, coinvolte emotivamente e parte di un unico organismo orientato alla vittoria.

    I prossimi appuntamenti con il Vianova Business Talk

    Anche nel 2026 i Vianova Business Talk permetteranno alle aziende di incontrare le menti più brillanti del panorama internazionale ed esperti di settore per cogliere nuove prospettive, guidare l’innovazione e immaginare il futuro insieme.

    Tutti gli eventi – date e dettagli sulle modalità di partecipazione verranno annunciati nei prossimi mesi – sono ospitati nella sede Vianova di Pisa, un ambiente ideale per comprendere l’importanza strategica delle nuove tecnologie ICT, a pochi passi dalle infrastrutture che permettono di realizzarle e renderle disponibili, ogni giorno e 24 ore su 24, per migliaia di imprese.

    I partecipanti al Vianova Business Talk potranno infatti alternare momenti di networking e approfondimento, con la visita al Data Center e al Network Operation Center di Vianova, due strutture all’avanguardia progettate per erogare servizi ICT e Cloud innovativi e garantire sicurezza tutta italiana.

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