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Attacco phishing, 10 tipi di minacce per la tua impresa: come difendersi

tempo lettura: 5 minuti
3 giugno 2026
| Cybersecurity

Sommario

    Un’email apparentemente inviata da un fornitore storico. Tono professionale, logo corretto, firma impeccabile. Ma in realtà è una trappola. Basta un clic sul link perché il sistema IT aziendale risulti compromesso. È la perfetta architettura di un attacco phishing.

    Non servono tecniche sofisticate. Basta un messaggio costruito bene, inviato al momento giusto, alla persona giusta. Come difendersi da questa minaccia sempre più insidiosa?

    Attacco phishing: la minaccia cresce

    I numeri lo confermano. Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel 2025 gli attacchi informatici a livello globale sono cresciuti del 48,7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 5.265 incidenti. Il dato più significativo, però, riguarda il metodo: phishing e social engineering sono cresciuti del 75%, con il contributo determinante dell’AI generativa.

    In Italia il fenomeno segue lo stesso trend: +66% rispetto all’anno precedente, con phishing e ingegneria sociale responsabili del 12,4% degli incidenti totali.

    Per le aziende che non hanno ancora affrontato seriamente il tema, questo è il momento giusto.

    Attacco phishing: significato in evoluzione

    Il phishing è una tecnica di ingegneria sociale (social engineering) che induce una persona a compiere un’azione apparentemente legittima – cliccare un link, aprire un allegato, autorizzare un pagamento – con l’obiettivo di sottrarre dati, credenziali o denaro.. Ma il perimetro di questa minaccia si è allargato in modo significativo.

    Siamo passati da una fase “massiva”, basata su messaggi email generici e approssimativi, a una strategia di precisione.

    Oggi l’attacco phishing può arrivare attraverso vari canali, le tecniche si affinano, i contenuti diventano sempre più difficili da distinguere da quelli autentici.

    Il phishing, insomma, non è più un fenomeno di nicchia riservato agli utenti meno attenti. È una minaccia strutturata, in continua trasformazione, che colpisce aziende di ogni dimensione.

    Il fattore umano: il ruolo del social engineering

    Dietro ogni forma di attacco phishing c’è sempre la stessa leva: la manipolazione psicologica, o social engineering.

    L’attaccante non cerca vulnerabilità nei sistemi informatici. Cerca vulnerabilità nelle persone. Sfrutta l’urgenza, la paura, la fiducia, la percezione di autorità. Un dipendente che riceve una richiesta apparentemente firmata dal proprio CEO, con tono perentorio e scadenza ravvicinata, è già a metà della trappola.

    Ecco perché il phishing resta una delle tecniche più efficaci: non richiede exploit tecnici complessi. Richiede che qualcuno, sotto pressione, compia un’azione sbagliata.

    Le 10 varianti del phishing che devi conoscere

    Non esiste un solo phishing. Esistono molte varianti che sfruttano canali e tecniche differenti. Dalle email agli SMS, ecco in quali forme si manifesta la minaccia.

    1. Spear phishing

    Non un attacco generico, ma un messaggio costruito su misura per una persona specifica: il responsabile finanziario, il CEO, il titolare. L’attaccante raccoglie informazioni in anticipo — ruolo, relazioni, comunicazioni pubbliche — e le usa per rendere il messaggio credibile. Il tasso di successo è significativamente più alto rispetto agli attacchi di massa.

    2. Whaling

    Segue la stessa logica dello spear phishing, ma il bersaglio è il vertice aziendale: l’amministratore delegato, il CFO, i membri del consiglio di amministrazione. Il livello di personalizzazione è massimo e le conseguenze di un attacco riuscito sono proporzionalmente più gravi.

    3. BEC — Business Email Compromise

    L’attaccante si finge un dirigente o un partner commerciale e invia richieste che sembrano urgenti e legittime: autorizzare un bonifico, aggiornare le coordinate bancarie di un fornitore. Spesso non c’è nemmeno un link sospetto: l’attacco si consuma con una risposta, senza che la vittima si accorga di nulla.

    4. Smishing

    Il phishing che arriva via SMS. Il messaggio simula comunicazioni di banche, corrieri o enti pubblici, sempre con un tono di urgenza: account da verificare, pacchi bloccati, accessi anomali da confermare. Un tap sul link è sufficiente a compromettere le credenziali.

    5. Vishing

    Qui l’attacco è vocale. L’attaccante chiama direttamente la vittima, presentandosi come tecnico IT, funzionario bancario o operatore di un ente pubblico. La pressione psicologica esercitata in tempo reale, nella voce di un interlocutore che sembra autorevole, rende questo tipo di attacco particolarmente efficace.

    6. Clone phishing

    Col clone phishing viene clonata una email legittima, magari una comunicazione già ricevuta in passato e rimandata con un link o un allegato modificato. Chi la riceve non ha quasi motivo di insospettirsi: conosce il mittente, riconosce il formato, vede un contenuto familiare.

    7. Pharming

    Non richiede che la vittima clicchi su nulla. Il pharming agisce a livello di DNS: anche digitando correttamente l’indirizzo del sito, si viene reindirizzati verso una copia fraudolenta. Le credenziali inserite vengono trasmesse all’attaccante senza che l’utente si accorga di nulla.

    8. Social media phishing

    I canali sono i social network e le piattaforme di messaggistica professionale. Profili falsi, messaggi che simulano opportunità di lavoro o collaborazioni, link a documenti da visualizzare: la guardia si abbassa proprio perché il contesto sembra affidabile.

    9. AI phishing: quando la tecnologia potenzia la minaccia

    L‘Intelligenza Artificiale non ha inventato il phishing, ma lo ha reso più semplice da realizzare e al contempo più difficile da intercettare. I messaggi generati con modelli linguistici avanzati sono grammaticalmente corretti, personalizzati nei dettagli, credibili nel tono. In alcuni casi vengono utilizzati anche deepfake vocali o video per simulare la voce e l’identità di dirigenti e collaboratori.

    10. Phishing multicanale

    L’attacco non arriva da un unico canale, ma da più fronti in sequenza: prima un’email, poi un SMS di conferma, poi una telefonata. La strategia è costruire credibilità attraverso la ripetizione. Più touchpoint, più difficile dubitare.

    Come proteggere la tua azienda da un attacco phishing

    Un tempo difendersi da un attacco phishing era più semplice. Bastava imparare a riconoscere alcuni segnali evidenti: email piene di errori grammaticali, mittenti sospetti, richieste poco credibili. Oggi quello scenario è cambiato. Grazie all’Intelligenza Artificiale e alla disponibilità di informazioni pubbliche su persone e aziende, gli attacchi sono diventati più sofisticati, personalizzati e difficili da distinguere dalle comunicazioni legittime.

    Per questo motivo non è più sufficiente affidarsi all’attenzione dei singoli. La protezione dal phishing richiede un approccio strutturato, che integri tecnologia, processi e cultura della sicurezza.

    Ecco un elenco delle misure più efficaci per proteggersi.

    Attivare l’autenticazione a più fattori (MFA)

    Anche se un attaccante riesce a sottrarre username e password, l’accesso ai sistemi rimane bloccato senza un secondo elemento di verifica. L’autenticazione a più fattori una delle contromisure più semplici da implementare e con il maggiore impatto sulla riduzione del rischio.

    Formare il personale in modo continuo

    Poiché gli attacchi phishing sfruttano principalmente il fattore umano, la formazione rappresenta una linea di difesa essenziale. Sessioni di awareness, simulazioni di attacco e aggiornamenti periodici aiutano dipendenti e collaboratori a riconoscere i segnali di rischio e ad adottare comportamenti corretti.

    Verificare sempre le richieste anomale

    Bonifici urgenti, modifiche alle coordinate bancarie, richieste di accesso a sistemi critici o condivisione di dati riservati dovrebbero sempre essere confermate attraverso un canale alternativo. Una semplice telefonata può evitare danni economici significativi.

    Monitorare in modo continuo l’infrastruttura IT

    Un sistema di monitoraggio e rilevamento delle anomalie consente di individuare tempestivamente attività sospette, riducendo i tempi di risposta e limitando l’impatto di eventuali compromissioni.

    Mantenere sistemi e applicazioni aggiornati

    Molti attacchi sfruttano vulnerabilità note per estendere l’accesso ottenuto tramite phishing. Aggiornamenti e patch di sicurezza regolari riducono drasticamente le superfici di attacco disponibili.

    Definire procedure e responsabilità chiare

    Sapere come segnalare un messaggio sospetto, chi coinvolgere e quali azioni intraprendere in caso di incidente consente di reagire rapidamente e limitare le conseguenze di un attacco.

    Nessuna misura, da sola, può garantire una protezione completa da un attacco phishing. La sicurezza nasce dalla combinazione di persone preparate, processi efficaci e tecnologie in grado di prevenire, rilevare e contrastare le minacce in modo continuo.

    La soluzione Vianova: cybersecurity predittiva con Cerbeyra

    Per molte aziende costruire questo livello di protezione richiede competenze specialistiche e strumenti evoluti. È in questo contesto che si inserisce l’offerta di cybersecurity di Vianova.

    Vianova affianca le aziende con una piattaforma di cybersecurity predittiva sviluppata insieme a Cerbeyra, società del Gruppo. Si tratta di un servizio SaaS che consente di censire e monitorare 24 ore su 24 le infrastrutture IT interne ed esterne, identificando le vulnerabilità in modo predittivo, preventivo e proattivo.

    La piattaforma integra strumenti di Threat Intelligence – con informazioni raccolte anche da Dark e Deep Web – e funzionalità di Vulnerability Assessment su siti web, applicativi, device e reti. Include anche Cognitive Security: campagne di phishing simulate per testare il livello di preparazione del personale interno.

    A completare l’offerta, il servizio di Penetration Test, condotto da un team di consulenti specializzati che simulano tentativi di attacco reali per verificare la capacità di resistenza di reti e sistemi.

    Tutti i dati raccolti dalla piattaforma sono ospitati nei Data Center italiani di Vianova, certificati ISO 27001 e qualificati dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

    Per chi vuole valutare la soluzione, Vianova offre una demo gratuita.

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