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Cloud security: perché è sempre più importante per le aziende

tempo lettura: 4 minuti
22 giugno 2026
| Cloud & Data Center

Sommario

    Negli ultimi anni il Cloud è diventato il motore della trasformazione digitale, ma anche uno dei bersagli preferiti dai cybercriminali. La sua diffusione capillare ha ampliato la superficie d’attacco rendendo il tema della Cloud Security di estrema attualità.

    I numeri parlano chiaro:

    • Il 32% delle risorse Cloud si trova in uno stato di “negligenza”, ovvero utilizza sistemi operativi non più supportati o non aggiornati con patch di sicurezza negli ultimi 180 giorni, diventando facili bersagli.
    • Il 76% delle organizzazioni ha almeno una risorsa accessibile pubblicamente che consente movimenti laterali nella rete.
    • Il 13% delle aziende dispone di almeno una risorsa Cloud che supporta oltre mille percorsi di attacco.

    Questi dati, emersi dal 2025 State of Cloud Security Report di Orca Security, rivelano una verità scomoda: mentre l’adozione del Cloud computing accelera, per molte realtà la Cloud security fatica a tenere il passo.

    La trasformazione del perimetro di difesa

    Prima dell’avvento del Cloud, la sicurezza aziendale era locale, confinata nei PC o nei server interni. Oggi, invece, dati e applicazioni risiedono su sistemi remoti e sono accessibili costantemente tramite Internet.

    Questo “confine dissolto” del Cloud ha rivoluzionato il modo di concepire la protezione dei dati: la sicurezza informatica tradizionale, basata sul controllo del perimetro, non è più sufficiente.

    Le aziende devono adottare un modello di security Cloud capace di proteggere le informazioni lungo tutto il loro ciclo di vita, dal trasferimento alla conservazione, fino al recupero in caso di incidente.

    In questo scenario, la sicurezza diventa parte integrante della governance aziendale, non solo una funzione tecnica ma un requisito strategico per garantire continuità, affidabilità e fiducia nel tempo.

    L’Intelligenza Artificiale come nuovo vettore di rischio

    Se la dissoluzione del perimetro aziendale ha cambiato le regole del gioco, l’integrazione
    massiccia dell’Intelligenza Artificiale rappresenta oggi un vero e proprio terremoto per la
    sicurezza informatica.

    L’AI è diventata a tutti gli effetti un’arma a doppio taglio: mentre accelera
    in modo esponenziale la produttività aziendale, introduce vulnerabilità inedite a una velocità che
    i sistemi di difesa tradizionali non riescono a gestire.

    I principi del perimetro difensivo si devono evolvere perché l’AI non è più una tecnologia
    sperimentale, ma una componente infrastrutturale core. I dati di Wiz Research mostrano che
    l’81% delle aziende utilizza servizi AI gestiti e il 90% esegue modelli self-hosted all’interno dei
    propri ambienti Cloud.

    Questa ubiquità incontrollata ha dato origine a nuove e gravi minacce:

    • Il problema della Shadow AI e i dati regolamentati: Il rischio più grande spesso proviene dall’interno. Secondo Netskope Threat Labs, il 60% degli incidenti legati a minacce interne riguarda l’uso di applicazioni cloud personali. Il dato più allarmante è che il 54% di queste violazioni coinvolge dati regolamentati (come i dati protetti dal GDPR) inseriti nei prompt delle AI senza alcuna autorizzazione o controllo aziendale.
    • Credenziali AI esposte: I cybercriminali sanno che i modelli AI richiedono ampi permessi per accedere ai dati. Si calcola che il 43% delle organizzazioni abbia credenziali di AI o Machine Learning esposte all’interno del codice o delle pipeline di sviluppo, offrendo agli attaccanti un accesso diretto a dati sensibili e modelli proprietari.
    • Vulnerabilità da Vibe Coding: L’adozione massiccia di assistenti di codice basati su AI ha introdotto rischi sistemici. Circa 1 azienda su 5 presenta debolezze di sicurezza strutturali dovute a impostazioni di default non sicure generate automaticamente dall’AI e implementate senza un’adeguata revisione.

    5 principi della sicurezza in ambiente Cloud

    Difendere un ambiente Cloud richiede un approccio radicalmente diverso da quello tradizionale.

    La natura perennemente connessa di questa tecnologia e la massiccia concentrazione di dati aziendali nei server di pochi grandi provider hanno creato bersagli di immenso valore per i cybercriminali.

    Di conseguenza, le aziende non possono delegare passivamente la sicurezza al fornitore, ma devono implementare una strategia di protezione attiva e mirata per tutelare le proprie informazioni.

    Ecco cinque principi fondamentali di sicurezza:

    1. protezione dei dati: la crittografia garantisce che le informazioni restino riservate, impedendo l’accesso non autorizzato sia ai dati a riposo sia a quelli in transito;
    2. gestione di identità e accessi (IAM): definire ruoli e privilegi precisi, applicare l’autenticazione multi-fattore e monitorare le attività riduce il rischio di compromissione;
    3. governance: politiche di sicurezza chiare e aggiornate assicurano che sistemi e configurazioni rispettino gli standard aziendali e normativi;
    4. continuità operativa e conservazione dei dati: il disaster recovery e la business continuity devono garantire il ripristino immediato dei servizi e limitare i tempi di fermo;
    5. conformità legale: rispettare regolamenti come il GDPR tutela la privacy e rafforza la credibilità dell’impresa.

    Quale tipologia di Cloud è la più sicura

    Gli ambienti Cloud si distinguono per caratteristiche e livelli di sicurezza:

    • i Cloud pubblici, economici e flessibili ma meno controllabili;
    • i Cloud privati di terzi, dedicati e isolati;
    • i Cloud privati interni, che offrono pieno controllo ma richiedono investimenti significativi;
    • i multi-Cloud, che riducono la dipendenza da un solo provider;
    • i Cloud ibridi, che uniscono risorse pubbliche e private, rappresentando la soluzione più bilanciata.

    L’approccio ibrido consente di mantenere i dati sensibili in sede e di spostare nel Cloud quelli meno critici, ottenendo maggiore sicurezza e continuità operativa anche in caso di interruzioni.

    I servizi Cloud e la divisione delle responsabilità

    I servizi Cloud si dividono in tre categorie:

    1. SaaS (Software-as-a-Service): il fornitore gestisce applicazioni, middleware e infrastruttura, mentre il cliente usa il servizio;
    2. PaaS (Platform-as-a-Service): il provider gestisce la piattaforma, consentendo al cliente di sviluppare applicazioni in sicurezza;
    3. IaaS (Infrastructure-as-a-Service): il provider offre infrastruttura e connettività; la protezione dei sistemi operativi e delle app spetta all’azienda.

    La responsabilità della sicurezza è quindi condivisa: il fornitore gestisce l’infrastruttura, ma il cliente deve gestire correttamente accessi, aggiornamenti e permessi.

    Le best practice per proteggere la tua infrastruttura

    Le configurazioni errate sono la principale causa di violazioni nei sistemi Cloud. Per ridurre i rischi, è essenziale:

    • modificare le impostazioni predefinite e attivare tutte le opzioni di sicurezza disponibili;
    • usare password robuste e strumenti di gestione delle credenziali;
    • proteggere tutti i dispositivi collegati, inclusi smartphone e tablet;
    • eseguire backup regolari su infrastrutture separate;
    • limitare i privilegi agli utenti effettivamente autorizzati;
    • utilizzare antivirus, antimalware e VPN per garantire connessioni sicure.

    Cloud Security: i criteri per valutare un fornitore affidabile

    La scelta del fornitore Cloud determina il livello di sicurezza dell’intera infrastruttura aziendale. Gli elementi distintivi di una soluzione professionale includono:

    • data center progettati secondo standard elevati, con ridondanza geografica;
    • garanzia di sovranità digitale e dei dati: mantenere i dati in data center UE o nazionali assicura che le informazioni aziendali non siano soggette a giurisdizioni extra-UE;
    • monitoraggio costante e rilevamento automatico delle anomalie;
    • certificazioni come ISO 27001 e ISO 22301 e qualifiche rilasciate da enti nazionali;
    • segmentazione logica dei dati per separare gli ambienti dei diversi clienti;
    • politiche trasparenti di conservazione e cancellazione dei dati;
    • backup cifrato e ottimizzato con spazio dedicato;
    • fatturazione chiara basata sull’effettivo utilizzo delle risorse.

    Le soluzioni Cloud che integrano connettività e sicurezza in un unico servizio, con supporto tecnico dedicato e data center localizzati sul territorio nazionale, garantiscono migliori prestazioni, conformità legale e tempi di risposta più rapidi.

    Scegliere il partner giusto significa quindi non solo proteggere i dati, ma costruire un’infrastruttura digitale solida, resiliente e pronta ad accompagnare la crescita dell’azienda nel lungo periodo.

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