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Cloud

I costi per l’energia e l’hardware aumentano? Il Cloud è la soluzione

9 dicembre 2021

Sommario

    La crisi dei chip e l’aumento dei costi energetici rischiano di far lievitare le spese per l’infrastruttura IT delle Aziende.
    Una situazione che rende sempre più conveniente ricorrere a servizi in Cloud che permettano di ridurre i consumi energetici e i costi di acquisto o manutenzione dell’hardware.

    Un nuovo boom per i servizi Cloud

    La crescita dei servizi in Cloud nell’era post-Covid è stata già evidenziata da molti analisti economici.

    Secondo l’Osservatorio Cloud del Politecnico di Milano, la spesa dei servizi Cloud nel 2021 è cresciuta in media di oltre il 20%, trainata dalle soluzioni di tipo Platform as a Service (PaaS) e Infrastructure-as-a-Service (IaaS).

    Come spiegano gli esperti del Politecnico, il 2020 è stato l’anno dell’emergenza con l’implementazione dei servizi Cloud che hanno permesso la continuità operativa delle Aziende, mentre il 2021 è stato l’anno degli investimenti per modernizzare il parco applicativo delle Imprese e i sistemi informativi.

    Oggi le Aziende si affidano al Cloud per erogare le loro applicazioni business ERP o CRM e  per fornire ai collaboratori, anche in smart working, piattaforme per supportare tutte le comunicazioni digitali dalle videochiamate alle telefonate o chat.

    Due importanti fattori economici potrebbero convincere le aziende ad accelerare ulteriormente il passaggio al Cloud.

    Hardware più caro con la crisi dei chip

    Il mercato dei chip sta affrontando una grave incertezza a livello mondiale.

    La crisi della produzione, dovuta a fattori come la domanda eccessiva (+35% nel 2021) combinata alle difficoltà di reperire materie prime, ha portato a ritardi nelle consegne e a un generalizzato aumento dei prezzi delle componenti di server, PC e smartphone.

    A confermare questo trend, che potrebbe protrarsi fino al 2023, è anche Jean Marc Chery, numero uno del gigante italo-francese STMicroelectronics (fatturato 2020 10,22 miliardi di euro). “L’intera filiera di approvvigionamento – ha detto Chery in un’intervista a La Stampa – è messa in discussione da problemi di logistica, di accesso ai materiali di base e di forniture di energia. È difficile fare previsioni precise, ma anche nel 2022 la capacità produttiva non sarà all’altezza della domanda”.

    Questo significa che la disponibilità di hardware a livello mondiale potrebbe ridursi. E quando la domanda cresce e l’offerta diminuisce, l’aumento dei prezzi è praticamente inevitabile.

    Attivare servizi in Cloud potrebbe permettere di evitare questo problema, riducendo il fabbisogno di server on premise.

    Il tuo server in sede? Con il caro energia costa di più

    L’altro fattore importante che potrebbe convincere molte aziende a passare al Cloud per ridurre i costi è il caro energia.

    I dati Istat parlano chiaro su questo punto. A ottobre 2021, i costi di produzione dell’industria italiana sono cresciuti del 7,1% su base mensile e del 20,4% su base annua. Per l’Istat la forte crescita dei prezzi è spinta dai prodotti energetici, in primis elettricità e gas.

    I consumi degli apparati elettronici potrebbero far lievitare le bollette elettriche delle aziende.

    Pensiamo a un server acceso 24 ore su 24. Ipotizzando un costo medio dell’energia elettrica a 0,22 euro al kWh, il server potrebbe costare all’Azienda circa 800 euro all’anno .

    Gli aumenti in corso e quelli previsti per il 2022 (un nuovo allarme in tal senso è stato lanciato in questi giorni dall’Arera, l’Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente), potrebbero far aumentare fino al 50% i costi dell’energia, nonostante le misure messe già in piedi dal Governo per il loro contenimento.

    Un aumento annunciato che inciderà soprattutto sui conti delle Aziende che mantengono i CED interni.

    I vantaggi del Cloud crescono

    Il ricorso al Cloud potrebbe attenuare notevolmente i costi per la gestione delle infrastrutture ICT aziendali e non solo da punto di vista economico.

    Un servizio Cloud IaaS, ad esempio, permette alle Aziende di sfruttare un’infrastruttura di server custodita nel Data Center del provider. In pratica l’Azienda può creare un Data Center virtuale, dimensionabile in base alle proprie esigenze del momento.

    Questo permette di eliminare nel breve le spese di acquisto e manutenzione di server e altri apparati. A questi si sommano quindi i risparmi energetici.
    La scalabilità dei servizi Cloud permette anche di accompagnare la crescita dell’Azienda con un’infrastruttura “flessibile”, dai costi adeguati (fino a poco tempo fa i responsabili IT erano costretti ad acquistare hardware sovradimensionato per tutelarsi in  caso di crescita).

    Una soluzione in Cloud offre quindi diversi vantaggi:

    • garantisce flessibilità e prestazioni elevate per l’accesso ai dati
    • permette di dimensionare la propria infrastruttura in base alle esigenze del momento, eliminando gli sprechi
    • facilita l’accesso ai dati da qualunque luogo e in qualsiasi momento
    • consente di liberare spazio dei PC e dei server locali
    • alleggerisce il lavoro dei reparti IT
    • supporta la business continuity.

    Come scegliere un fornitore Cloud affidabile

    Tutti questi vantaggi sono realizzabili se si sceglie un fornitore Cloud affidabile con infrastrutture di rete e sistemi di sicurezza adeguati.

    Nella scelta è anche importante valutare se il fornitore eroga servizi di connettività, perché le performance reali che l’Azienda ottiene dal Cloud non dipendono solo dalla qualità dell’infrastruttura di server e dei sistemi di storage.

    L’efficienza della connessione dati ha lo stesso livello di importanza perché permette di raggiungere il Cloud con tempi di latenza molto ridotti, un fattore che migliora in maniera sensibile le prestazioni.

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