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Smart working estivo: come proteggere dati e accessi fuori ufficio

tempo lettura: 6 minuti
14 luglio 2026
| Cybersecurity

Sommario

    Più libertà per i dipendenti, meno difese per i dati aziendali. Lo smart working in estate è ormai una realtà consolidata: in queste settimane, sono sempre di più i professionisti che lavorano da casa, in vacanza, dal tavolino di un bar o sfruttando il WiFi di un bed & breakfast. Ma se lo smart working estivo moltiplica la flessibilità, allarga anche la superficie di attacco per chi vuole accedere ai dati aziendali.

    Il “perimetro IT” dell’ufficio – firewall, VPN aziendale, rete controllata – scompare nel momento in cui il laptop si connette a una rete estranea. E i dati aziendali, gli accessi ai gestionali, le email con i clienti continuano a viaggiare senza protezioni adeguate.

    Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, in Italia lavorano in modalità flessibile oltre 3,5 milioni di persone. Una platea ampia, che in estate si espande ulteriormente. Per il reparto IT questo significa dover garantire sicurezza su dispositivi, reti e accessi che non è possibile controllare direttamente.

    Ecco i rischi più concreti del lavorare in smart working in estate e le misure operative per ridurli.

    Perché lo smart working estivo aumenta i rischi di sicurezza?

    Durante i mesi estivi alcune abitudini cambiano: le persone si connettono da reti diverse, usano dispositivi personali in sostituzione di quelli aziendali, condividono gli schermi in luoghi pubblici. Contemporaneamente, il presidio IT in azienda può ridursi per le ferie, rallentando i tempi di risposta a eventuali incidenti. Sono scenari normali che richiedono però una soluzione strutturata, non improvvisata.

    Non si tratta di vietare la flessibilità, ma di governare lo smart working estivo attraverso una soluzione strutturata. Ecco le minacce più concrete e le azioni necessarie.

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    Minaccia principale Rischio concreto Soluzione tempestiva
    WiFi pubblici e aperti Intercettazione di credenziali e dati in transito VPN aziendale obbligatoria o SIM dati dedicata
    Uso di PC/smartphone personali Mancanza di antivirus e falle di sicurezza nel dispositivo Sistemi MDM e policy BYOD rigide
    Sessioni lasciate aperte Accessi non autorizzati da parte di terzi Autenticazione a due fattori (MFA) e timeout automatici
    Phishing a tema vacanziero Furto di dati per calo di attenzione dei dipendenti Promemoria al team e canali di segnalazione rapidi
    Furto o smarrimento fisico Accesso diretto ai file sul disco rigido Cifratura del disco (BitLocker/FileVault) e blocco remoto

    Ecco come agire punto per punto per proteggere la tua azienda.

    1. Connessioni non sicure

    ll WiFi dell’hotel, dell’aeroporto dello stabilimento balneare o del bar è la prima vera vulnerabilità. Le reti pubbliche prive di cifratura permettono ai malintenzionati di intercettare il traffico dati in transito, comprese le credenziali di accesso ai gestionali o i documenti riservati.

    Cosa fare:

    • Imporre l’uso della VPN aziendale su tutte le connessioni esterne alla rete dell’ufficio;
    • Configurare la VPN in modo che si attivi automaticamente quando il dispositivo non è sulla rete aziendale;
    • Valutare l’uso di una SIM dati aziendale come alternativa alle reti WiFi pubbliche: una connessione mobile dedicata riduce l’esposizione alle reti non controllate.

    2. Dispositivi personali

    Molti dipendenti lasciano il PC aziendale in ufficio e scelgono di fare smart working estivo usando il proprio computer di casa o lo smartphone personale. Questi dispositivi non dispongono quasi mai delle misure di sicurezza minime, come antivirus centralizzati o sistemi di cifratura del disco.

    Cosa fare:

    • Definire una policy chiara su quali dispositivi sono autorizzati ad accedere alle risorse aziendali;
    • Implementare soluzioni di Mobile Device Management (MDM) per gestire da remoto i dispositivi aziendali: aggiornamenti, blocco in caso di smarrimento, cancellazione dei dati da remoto;
    • Se si autorizza l’uso di dispositivi personali (BYOD), stabilire requisiti minimi di sicurezza verificabili prima dell’accesso.

    3. Accessi non protetti: password deboli e sessioni aperte

    Lontano dalla propria scrivania, aumenta il rischio di accedere ai software aziendali da postazioni condivise. Una sessione lasciata aperta per sbaglio sul tablet di famiglia o una password aziendale salvata sul browser personale rappresentano una porta aperta per i cybercriminali.

    Cosa fare:

    • Rendere obbligatoria l’autenticazione a due fattori (MFA) per tutti gli accessi alle applicazioni aziendali, in particolare email, gestionale e VPN;
    • Imporre timeout di sessione automatici: se l’utente è inattivo per un certo periodo, il sistema chiede una nuova autenticazione;
    • Verificare che i dipendenti non usino password aziendali salvate su browser personali.

    4. Phishing e social engineering

    Il lavoro agile in estate abbassa la soglia di attenzione. Chi è in modalità vacanza o gestisce le urgenze da remoto è più esposto a email di phishing che sembrano provenire da colleghi, da fornitori o dalla piattaforma aziendale. I cybercriminali sfruttano proprio questi momenti: comunicazioni urgenti inviate mentre il referente IT è in ferie, richieste di accesso straordinario, fatture da approvare in fretta.

    Cosa fare:

    • Inviare un promemoria al team prima dell’estate con esempi concreti di phishing e minacce informatiche e le indicazioni su come riconoscerli;
    • Stabilire un canale di segnalazione rapido per i messaggi sospetti, attivo anche durante il periodo estivo;
    • Non abbassare la guardia sulle richieste di bonifico o trasferimento dati arrivate via email: verificare sempre su un canale alternativo, anche con una telefonata.

    5. Condivisione di documenti su canali non aziendali

    Quando si lavora in mobilità, la tentazione di inviare un file via WhatsApp o di caricarlo su WeTransfer per comodità è alta. Queste pratiche rischiose per l’azienda son un pericolo noto che gli esperti hanno chiamato Shadow IT, ovvero l’utilizzo di strumenti IT spesso gratuiti e non controllati.

    Cosa fare:

    • Assicurarsi che lo spazio di archiviazione e condivisione aziendale sia accessibile facilmente anche da remoto, con performance adeguate;
    • Ricordare al team che i documenti aziendali – anche quelli apparentemente non sensibili – non devono transitare su canali personali;
    • Registrare e monitorare gli accessi alle risorse condivise: sapere chi ha scaricato cosa e quando è parte della gestione del rischio.

    6. Mancanza di un piano per le emergenze in estate

    Se il responsabile IT è in ferie e si verifica un accesso anomalo o una potenziale violazione, chi interviene? Con chi si mette in contatto il dipendente che sospetta un problema? Senza un piano operativo estivo, anche un incidente gestibile rischia di aggravarsi per ritardi nella risposta.

    Cosa fare:

    • Definire prima dell’estate una catena di escalation: chi risponde in caso di incidente, con quali tempi e attraverso quali canali;
    • Documentare le procedure di risposta agli incidenti in modo che siano accessibili a chi rimane operativo;
    • Valutare l’affidamento della gestione della sicurezza IT a un provider esterno con presidio continuativo, che garantisca monitoraggio e risposta anche durante le ferie

    7. Furto e sicurezza fisica dei dispositivi

    Lo smart working in mobilità aumenta il rischio di smarrimento o furto dei dispositivi. Lasciare lo zaino con il computer nell’auto parcheggiata per andare in spiaggia, o dimenticare lo smartphone sul tavolino di un bar, espone l’azienda a una perdita immediata di dati.

    Cosa fare:

    • Attivare la cifratura totale dell’unità (come BitLocker o FileVault) su tutti i laptop aziendali. Configurare i sistemi di localizzazione e blocco remoto per poter formattare il dispositivo a distanza in caso di furto.
    • Scegliere soluzioni di telefonia mobile che permettono di gestire in autonomia le SIM, con la possibilità di bloccarle in caso di smarrimento o furto. Il SIM Manager di Vianova, incluso per tutti i Clienti Vianova Mobile, è lo strumento ideale per chi gestisce SIM aziendali.

    Come strutturare una policy di smart working sicura

    Una policy di remote working efficace è un insieme di regole operative che il reparto IT deve rendere semplici da applicare. Più i sistemi aziendali sono accessibili, veloci e sicuri, meno i dipendenti cercheranno alternative non autorizzate e potenzialmente pericolose per la sicurezza dei dati.

    I punti fondamentali da inserire nella policy per lo smart working estivo:

    • Dispositivi autorizzati: elenco dei device aziendali approvati e requisiti di sicurezza per l’accesso da dispositivi personali (BYOD).
    • Reti ammesse: obbligo di utilizzo della VPN e indicazione della SIM dati aziendale come opzione prioritaria rispetto ai WiFi pubblici.
    • Autenticazione rigorosa: attivazione dell’autenticazione a due fattori (MFA) su tutti gli account, timeout di sessione e adozione di un password manager aziendale.
    • Strumenti di collaborazione: elenco delle piattaforme cloud autorizzate per la condivisione dei file e la comunicazione interna.
    • Gestione delle emergenze: indicazione chiara dei canali di contatto e dei referenti IT attivi anche durante il periodo delle ferie estive.

    Una policy per lo smart working estivo chiara, comunicata in anticipo e supportata da strumenti adeguati, riduce i rischi senza penalizzare la produttività del team.

    FAQ sullo smart working in estate

    Si può fare smart working in estate dall’estero?

    Sì, ma dipende dalle policy interne dell’azienda. Lavorare oltreconfine comporta rischi di conformità legati al GDPR (in caso di trasferimento dati extra-UE) e potenziali complicazioni fiscali per l’impresa. È sempre necessario comunicare la destinazione in anticipo per verificare i requisiti legali e di sicurezza.

    Quali sono i rischi principali delle reti WiFi pubbliche degli hotel?

    Le reti pubbliche o dei bed & breakfast non sono cifrate. Questo permette ai cybercriminali di effettuare attacchi di tipo “Man-in-the-Middle”, intercettando tutto il traffico dati in transito. Per navigare in sicurezza, è indispensabile utilizzare una VPN aziendale o un hotspot mobile protetto.

    Cosa fare in caso di smarrimento o furto del PC aziendale in vacanza?

    n caso di smarrimento, bisogna avvisare immediatamente il reparto IT. Se sul dispositivo è attiva la cifratura del disco (come BitLocker o FileVault), i dati rimarranno illeggibili. L’amministratore di sistema potrà inoltre procedere al blocco e alla formattazione remota del PC tramite i sistemi di MDM.

    Come evitare le truffe di phishing durante le ferie estive?

    Durante i mesi estivi, la soglia di attenzione si abbassa. Non bisogna mai cliccare su link all’interno di email che richiedono approvazioni urgenti di pagamenti o modifiche di password, specialmente se inviate nei giorni caldi di agosto. In caso di dubbio, è bene verificare la richiesta contattando il mittente con una telefonata.

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