Carrello vuoto È necessario inserire almeno un prodotto nel carrello
×
  • SIM Vianova
    ,00 €
  • eSIM Vianova
    ,00 €
  • Credito aziendale
    3 € per ogni SIM
    ,00 €
    Promozione Online
    info Promozione Online
    Promozione Online

    La prima ricarica del credito aziendale è offerta da Vianova. Questa promozione è valida solo per il primo acquisto online.

    ×
    0,00 €
  • Spedizione
    Iva 22%
    Totale
  • inclusa
    0,00
    0,00
Che offerta sto attivando?
Che offerta sto attivando?

Puoi scegliere il profilo d’offerta che preferisci nella tua Area Clienti dopo aver acquistato le SIM.

Posso fare la portabilità del numero?
Posso fare la portabilità del numero?

Dopo aver ricevuto le SIM potrai decidere se effettuare la portabilità o attivarle come nuovo numero.

tutti gli articoli

Le minacce cyber che cresceranno dopo l’estate (e come arrivarci preparati)

tempo lettura: 5 minuti
15 luglio 2026
| Cybersecurity

Sommario

    Il secondo semestre 2026 porterà con sé un’ondata di minacce cyber più sofisticate, più automatizzate e più difficili da intercettare rispetto al passato. Conoscerle in anticipo è già metà del lavoro.

    I numeri parlano chiaro: secondo il Rapporto Clusit 2026, in Italia gli attacchi informatici gravi sono cresciuti del 42% nel 2025, con una frequenza superiore del 17% rispetto alla media globale. E il trend non si sta stabilizzando, ma anzi sta accelerando. Statisticamente, i mesi autunnali e invernali concentrano alcune delle campagne di attacco più intensive dell’anno, alimentate da strumenti sempre più sofisticati e da un cybercrime che si sta organizzando come una vera e propria industria.

    Arrivare già preparati al rientro di settembre è la prima, vera forma di difesa concreta per un’impresa

    Perché il post-estate è un momento critico per la sicurezza IT

    Settembre non è solo il mese della ripresa dopo le ferie, è anche il momento in cui i cybercriminali lanciano campagne mirate, consapevoli che le aziende stanno riavviando processi, accogliendo nuovi collaboratori e smaltendo gli arretrati. L’attenzione è distribuita su diversi fronti e la superficie di attacco è più ampia del solito.

    A questo si aggiunge un dato strutturale: il 2026 è stato definito da Trend Micro “l’anno dell’industrializzazione del cybercrime”. Significa che gli attacchi non sono più solo più frequenti, ma sono più automatizzati, più scalabili e più difficili da distinguere da attività legittime.

    Le 5 minacce cyber emergenti che cresceranno dopo l’estate

    1. Ransomware automatizzato con l’AI

    Il ransomware non è certo una novità, ma nel secondo semestre 2026 assume una forma nuova. Secondo le previsioni di Trend Micro per il 2026, il ransomware sta evolvendo verso un ecosistema capace di autogestirsi basato sull’intelligenza artificiale: identifica le vittime, adatta i payload e sceglie il momento dell’attacco in modo autonomo.

    Il report Sophos Active Adversary 2026 aggiunge un dettaglio inquietante: l’88% dei payload ransomware viene installato fuori dagli orari tradizionali di lavoro e il 79% dell’esfiltrazione dati (Data Theft) avviene nello stesso modo. I sistemi automatizzati scelgono consapevolmente i momenti di minore sorveglianza per colpire. Con il rientro post-ferie, le prime settimane di settembre rientrano perfettamente in questo schema.

    Come prepararsi: è consigliabile testare il piano di Disaster Recovery prima dell’estate. Un piano documentato e verificato è uno degli strumenti più efficaci contro un attacco che può bloccare l’intera infrastruttura in poche ore.

    2. Phishing e vishing potenziati dall’AI generativa

    Se fino a qualche anno fa un’email di phishing si riconosceva dagli errori grammaticali o dal tono generico, oggi non è più così. L’AI generativa permette di costruire messaggi personalizzati, grammaticalmente impeccabili, contestualmente credibili e scalabili verso milioni di destinatari in pochi minuti, come segnala Europol nel report IOCTA 2026.

    La vera minaccia del secondo semestre 2026 è però l’evoluzione del vishing (voice phishing) potenziato da deepfake audio e video in tempo reale. I cybercriminali sono oggi in grado di clonare la voce di un dirigente o di simulare la sua presenza in una videochiamata per spingere i dipendenti a effettuare bonifici urgenti o a condividere credenziali di accesso.

    Come prepararsi: forma il personale già prima del rientro con un aggiornamento mirato su come riconoscere messaggi sospetti.  

    3. Attacchi basati sulle identità digitali (e non umane)

    Oggi il vettore di attacco più comune è semplice: rubare o comprare le credenziali di accesso di un utente legittimo ed entrare dalla porta principale.

    Il report Sophos Active Adversary 2026 è chiaro: il 67% degli incidenti analizzati deriva da identità compromesse e nel 59% dei casi la MFA (autenticazione a due fattori) non era implementata correttamente. Mediamente, gli hacker raggiungono il sistema che gestisce gli accessi aziendali in 3 ore e 40 minuti dall’intrusione iniziale.

    Nel 2026, tuttavia, le fonti di minacce cyber si estendono alle identità non umane: token d’accesso e chiavi API che collegano tra loro i vari software in cloud usati dall’azienda. Se queste “chiavi” non sono protette, i criminali possono accedere ai dati senza che nessun utente debba inserire una password.

    Questo rischio si amplifica a fine estate, a causa degli accessi effettuati da dispositivi personali e reti Wi-Fi pubbliche non protette durante le vacanze.

    Come prepararsi: attiva la MFA su tutti i sistemi critici e verifica che sia configurata correttamente. Rivedi anche gli accessi concessi a collaboratori stagionali o temporanei: ogni account non disattivato è una potenziale porta aperta.

    4. Vulnerabilità nella supply chain digitale

    Uno degli scenari di cyber attacco più difficili da gestire arriva attraverso la rete di fiducia che le aziende costruiscono con i loro fornitori. Gli attacchi alla supply chain sfruttano un fornitore, un software di terze parti o un partner con accesso ai sistemi interni come punto di ingresso per colpire aziende che, da sole, sarebbero difficili da violare.

    Nel secondo semestre 2026 questo tema non è solo una questione di sicurezza, ma di sopravvivenza sul mercato. Con la piena operatività della direttiva europea NIS2, le grandi aziende sono obbligate per legge a garantire la sicurezza di tutta la loro supply chain.
    Per le PMI, non essere protette significa rischiare l’esclusione immediata da gare d’appalto e contratti di fornitura.

    A questo si aggiunge la facilità con cui i criminali possono colpire: Difesa Digitale segnala nel 2026 una proliferazione di zero-day exploit venduti nel dark web in modalità “subscription”, rendendo le armi digitali d’attacco accessibili anche ad hacker non esperti.

    Come prepararsi: applica tutte le patch di sicurezza in sospeso sui tuoi sistemi e contatta i tuoi partner IT strategici per verificar che adottino standard di sicurezza adeguati. Rivedi e limita i permessi di accesso da remoto concessi a collaboratori esterni secondo il principio del “minimo privilegio”.

    5. Shadow IT e AI non autorizzata

    Tra le minacce cyber emergenti, una delle meno visibili nasce dall’interno: i dipendenti che usano strumenti AI non approvati dall’IT aziendale per svolgere il lavoro quotidiano.

    Si tratta di persone che cercano di essere più efficienti, ma che nel farlo caricano su piattaforme esterne documenti riservati, dati di clienti, contratti, codice proprietario. Nicma Cybersecurity registra nel 2026 un raddoppio dei casi di violazioni legate a questo fenomeno, che si intreccia con la problematica dello Shadow IT.

    In estate, con meno supervisione da parte dell’IT e più autonomia operativa, questo rischio si amplifica. Il rientro di settembre porta con sé abitudini consolidate durante i mesi estivi che, se non intercettate, diventano vulnerabilità strutturali.

    Come prepararsi: definisci una policy chiara sull’uso degli strumenti AI in azienda e comunicala al team prima delle ferie.

    Stop alle minacce cyber: una checklist operativa per il rientro

    Proteggere l’azienda dalle nuove minacce cyber non è una questione di fortuna, ma di organizzazione. Per evitare che il calo di attenzione tipico del periodo estivo lasci spazio a intrusioni indesiderate, ecco le azioni concrete da smarcare subito, prima della pausa di agosto, per ripartire a settembre in totale sicurezza.

    1. Verifica il piano di Disaster Recovery: assicurati che le procedure di backup e ripristino (meglio se basate su infrastrutture Cloud protette) siano testate e pronte all’uso prima che il team si riduca per le ferie.
    2. Applica le patch in sospeso: non rimandare gli aggiornamenti di sistemi operativi, software e firmware dei dispositivi di rete a settembre. Farlo ora riduce drasticamente la superficie d’attacco.
    3. Controlla la MFA: accertati che l’autenticazione a più fattori sia attiva ovunque e non sia aggirabile.
    4. Fai pulizia degli account: disabilita gli accessi dei collaboratori temporanei o di chi non lavora più in azienda. Ogni account inutilizzato è una porta lasciata aperta.
    5. Disegna una policy per l’AI: definisci linee guida chiare su quali strumenti di Intelligenza Artificiale possono essere usati per il lavoro e quali dati aziendali non devono mai essere caricati online.
    6. Aggiorna il team sul Phishing 2.0: avvisa i collaboratori dell’esistenza di truffe basate su messaggi ultra-personalizzati e clonazione della voce (deepfake).
    7. Prenota un vulnerability assessment per settembre: pianifica subito un controllo di sicurezza per la ripartenza, così da identificare eventuali punti deboli accumulati durante i mesi estivi.

    Verso un rientro sicuro: la sicurezza come valore strategico

    In definitiva, affrontare il secondo semestre del 2026 con le strategie del passato è un rischio che nessuna impresa può permettersi.

    L’industrializzazione delle minacce cyber richiede un cambio di passo: la sicurezza informatica non è più un semplice “problema tecnico” da delegare all’IT in caso di emergenza, ma un pilastro strategico che protegge il valore, la reputazione e la continuità del business.

    Sfruttare le settimane che precedono il rientro autunnale per blindare la rete, aggiornare i sistemi e creare una cultura della sicurezza tra i collaboratori è il miglior investimento possibile. Perché una ripartenza sicura a settembre non è solo una tutela contro i rischi, ma il vero motore per far correre l’azienda in totale serenità.

    Potrebbero interessarti anche

    Iscriviti alla Newsletter

    Inserisci i tuoi dati per rimanere aggiornato
    Informativa sulla privacy

    Chiama il 145

    ti rispondiamo in tre squilli

    arrow-right

    Scrivici

    contattaci per informazioni, ti richiamiamo noi

    arrow-right

    Iscriviti alla newsletter

    ricevi aggiornamenti sulle ICT nella tua inbox

    arrow-right