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World Telecommunication Day: dal telegrafo al 6G, oltre 160 anni di idee in movimento

tempo lettura: 5 minuti
13 maggio 2026
| Tech & Innovazione

Sommario

    Il 6G arriverà nel 2030 e porterà una nuova rivoluzione nel mondo delle telecomunicazioni unendo AI, latenza minima e velocità istantanea di navigazione. La strada che ci ha guidato fino a questi risultati inizia a metà XIX secolo ed è lunga e ricca di meraviglie.

    Percorrerla ancora una volta, per celebrare il World Telecommunication Day, garantisce un viaggio affascinante e istruttivo.

    Dal telegrafo al 6G: l’invenzione di Samuel Morse

    Tutto comincia con un filo di rame, qualche scarica elettrica e quattro parole trasmesse in codice Morse: “What hath God wrought”: cosa ha compiuto Dio.

    È il 1844, e in pochi istanti questa frase – pronunciata da Samuel Morse, l’inventore del telegrafo senza fili – attraversa 60 chilometri tra Washington e Baltimora. Un risultato inimmaginabile per il tempo. E un salto tecnologico che cambierà il mondo per sempre.

    Quattordici anni dopo, nel 1858, quell’idea di connettere il mondo fa un salto ancora più ambizioso: un primo cavo sottomarino attraversa l’Atlantico e per la prima volta Europa e America comunicano senza aspettare settimane (anche se ci vogliono ancora 17 ore per trasmettere quel messaggio inviato dalla Regina Vittoria al presidente degli Stati Uniti James Buchanan).

    Dal 1865 al 6G: tutto è iniziato con una firma

    È in questo clima di grandi trasformazioni che, il 17 maggio 1865, i rappresentanti di venti nazioni si riuniscono a Parigi e si pongono una domanda semplice quanto urgente: chi governa tutto questo?

    La risposta è la creazione dell’ITU – l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni – il primo organismo internazionale nato per mettere ordine in un mondo che stava imparando a connettersi.

    Il 17 maggio è ancora oggi il World Telecommunication Day, la Giornata Mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell’Informazione.

    Quest’anno il tema scelto dall’ITU è “Digital lifelines: Strengthening resilience in a connected world”: le infrastrutture digitali come linee vitali, da rendere più solide e sicure per connettere le persone.

    Dalle prime scariche elettriche al 6G: le tappe che hanno cambiato il mondo

    Un filo unico collega quel tavolo di Parigi al 6G. Queste sono le principali tappe che, in oltre 160 anni, hanno cambiato il modo in cui il mondo comunica.

    1. “Mr. Watson, come here”: nasce il telefono

    Il 10 marzo 1876, Alexander Graham Bell chiama il suo assistente Thomas Watson dalla stanza accanto: è la prima telefonata della storia.

    Ma quel giorno all’ufficio brevetti è una corsa: Elisha Gray deposita una dichiarazione per un dispositivo analogo nelle stesse ore, e Antonio Meucci aveva già sviluppato qualcosa di simile anni prima, senza i mezzi per brevettarlo.

    Una delle dispute più celebri che il mondo delle invenzioni ricordi. Nel 2002 il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto il contributo pionieristico di Antonio Meucci nello sviluppo del telefono, anche se fu Bell a brevettarlo e a utilizzarlo per creare un grande business.

    2. La comunicazione senza fili: nasce la radio

    Un altro grande italiano è stato protagonista di un altro cambiamento epocale.

    Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, Guglielmo Marconi dimostra che i segnali possono viaggiare senza fili.

    Nel 1901 realizza la prima trasmissione radio transatlantica: un passaggio chiave, perché la comunicazione si libera dai cavi e diventa scalabile.

    È il primo passo verso tutto ciò che oggi chiamiamo wireless: dai satelliti alle reti mobili.

    3. La voce che rimbalza nello spazio

    Il 10 luglio 1962, Telstar 1, il primo satellite attivo per telecomunicazioni, trasmette immagini televisive tra Stati Uniti ed Europa.

    Resta attivo solo per pochi mesi, prima di essere danneggiato dalle radiazioni presenti nella fascia di Van Allen.

    Oggi migliaia di satelliti in orbita supportano comunicazioni, navigazione e servizi digitali avanzati, estendendo la connettività anche nelle aree più difficili da raggiungere con le reti terrestri.

    4. La luce dentro un filo sottile come un capello

    Negli anni Settanta, i laboratori di Corning Glass rendono praticabile la fibra ottica per uso commerciale.

    Un singolo cavo in fibra, sottile quanto un capello umano, trasporta dati sotto forma di impulsi di luce.

    La capacità di un cavo moderno? Abbastanza per trasmettere migliaia di flussi video in alta definizione nello stesso istante.

    La fibra non è solo velocità. È la spina dorsale su cui poggiano il Cloud, le VPN, i Data Center e tutto ciò che anima la trasformazione digitale.

    Dietro ogni evoluzione, però, resta invariata una condizione essenziale: la qualità dell’infrastruttura. Perché ogni innovazione digitale esiste solo se la rete è in grado di sostenerla.

    5. Prima del Web: quando Internet non è ancora per tutti

    ARPANET nasce nel 1969 come progetto del Dipartimento della Difesa statunitense per collegare tra loro università e centri di ricerca.

    Non è pensata per il grande pubblico, ma per garantire comunicazioni affidabili anche in scenari complessi.

    Il primo messaggio inviato è “LOGIN”, ma il sistema si blocca dopo le prime due lettere: “LO”.

    L’Italia si connette a Internet per la prima volta il 30 aprile 1986, grazie a un progetto portato avanti dal CNR di Pisa.

    Il World Wide Web arriva solo nel 1991 e rende questa rete accessibile a tutti creando le basi per l’economia digitale odierna.

    6. Dal telefono fisso al cellulare: la comunicazione diventa mobile

    Il 3 aprile 1973, l’ingegnere Martin Cooper effettua la prima telefonata da un cellulare e la fa a un’azienda concorrente, un gesto tutt’altro che casuale.

    Il dispositivo è ingombrante e lontanissimo dagli standard attuali (pesa circa 1 kg, ha pochi minuti di autonomia e richiede tempi lunghissimi di ricarica).

    Ma questi dettagli tecnici contano relativamente. Per la prima volta nella storia delle comunicazioni, il telefono non è più legato a un luogo fisico: si sposta con chi lo porta.

    7. “Merry Christmas”: il primo SMS della storia

    Il 3 dicembre 1992, un tecnico britannico di 22 anni, Neil Papworth, invia il primo SMS della storia dal suo PC al telefono di un collega.

    Il testo: “Merry Christmas”: Buon Natale.

    Nessuno, in quel momento, immagina che questo strumento stia per dominare il mondo per un decennio prima di lasciare il passo alle app.

    8. Il telefono diventa smart

    Il 9 gennaio 2007, Steve Jobs sale sul palco del Macworld Conference di San Francisco con un rettangolo di vetro in mano. Il mondo non lo sa ancora, ma tutto sta per cambiare.

    Quel giorno Steve Jobs presenta l’iPhone, lo smartphone che cambierà il mercato per sempre: “Oggi Apple reinventa il telefono”.

    Non cambia solo la tecnologia delle comunicazioni: cambia il senso stesso del telefono. Smette di essere uno strumento per telefonare e diventa qualcos’altro: un ufficio tascabile, un negozio, uno sportello bancario, un navigatore, un lettore musicale.

    Il telefono c’è ancora, ma è diventato qualcosa di completamente diverso.

    9. Dal 1G al 5G: ogni “G” ha cambiato un settore

    La “G” di 5G sta per “Generation”, generazione e accompagna la storia della telefonia mobile.

    Ogni nuova generazione di rete mobile non aumenta solo la velocità: cambia il modo in cui persone, aziende e mercati utilizzano la tecnologia.

    1G: la voce diventa mobile

    Negli anni Ottanta nasce la telefonia mobile analogica.

    Per la prima volta la voce si libera dai cavi e diventa portatile. La qualità è limitata, la sicurezza quasi assente, ma il concetto stesso di comunicazione cambia per sempre.

    2G: arriva il digitale

    Negli anni Novanta le reti diventano digitali.

    Le chiamate migliorano in qualità e affidabilità, nasce l’SMS e il cellulare smette di essere uno strumento per pochi professionisti diventando un oggetto di massa.

    3G: Internet entra nel telefono

    Con il 3G, nei primi anni Duemila, la navigazione mobile diventa realmente utilizzabile.

    Arrivano email, videochiamate, servizi online e accesso continuo alla rete. È il passaggio che prepara l’era degli smartphone e dell’economia mobile.

    4G: nasce l’economia delle app

    Con il 4G la rete mobile raggiunge velocità paragonabili alla banda larga fissa.

    Streaming video, Cloud, social network, smart working e app economy esplodono grazie a connessioni molto più veloci e stabili. Lo smartphone diventa il principale punto di accesso ai servizi digitali.

    5G: la rete connette anche le macchine

    Il 5G non connette solo persone, ma anche sensori, dispositivi industriali e infrastrutture.

    La rete riduce drasticamente la latenza, aumenta la capacità di gestire milioni di dispositivi contemporaneamente e apre scenari come smart factory, telemedicina, automazione industriale, logistica avanzata e reti private per le imprese.

    Ogni generazione ha ampliato il perimetro della comunicazione: prima la voce, poi i messaggi, quindi Internet, i servizi digitali e oggi l’interconnessione tra oggetti, sistemi e dati.

    Dietro ogni generazione di rete c’è però una sfida che resta costante: garantire affidabilità, continuità e qualità del servizio. Perché più il mondo diventa digitale, più la connettività smette di essere un supporto tecnico e diventa un’infrastruttura critica per il business.

    6G, la rete del futuro: cosa cambierà davvero

    Fin qui, la storia. Ora il punto è: cosa succederà dopo?

    È qui che entra in gioco il 6G. Atteso intorno al 2030, ridisegnerà il concetto stesso di rete.

    Integrerà l’Intelligenza Artificiale direttamente nell’infrastruttura, ridurrà drasticamente la latenza e gestirà ambienti in cui fisico e digitale si sovrappongono: dalle fabbriche intelligenti alla medicina a distanza, fino a scenari che oggi possiamo solo immaginare.

    Il 6G cambierà il modo in cui le macchine, le persone e i dati si parlano.

    Non è ancora qui, ma le scelte che le aziende fanno oggi – su infrastrutture, fornitori, architetture di rete – saranno le fondamenta di ciò che verrà.

    La connessione non si è mai fermata

    Da oltre 160 anni la direzione è una sola: connettere. Persone, sistemi, mercati. Ogni generazione tecnologica ha ampliato quella promessa. Il 6G non farà eccezione.

    Le tecnologie cambiano. La necessità di comunicare meglio, più velocemente e senza interruzioni, no. Il 17 maggio è il giorno in cui ricordare da dove veniamo e, soprattutto, iniziare a prepararsi.

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