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Cos’è la vera fibra ottica e come utilizzarla per rendere più efficiente la tua impresa

tempo lettura: 11 minuti

Sommario

    Come riconoscere la vera fibra ottica

    Più veloce, più stabile, più resiliente e anche più ecosostenibile.
    La fibra ottica in pochi anni ha soppiantato le vecchie connettività basate sul rame e ha rivoluzionato le telecomunicazioni, sostenendo le più grandi innovazioni.

    Ma cos’è, nello specifico, la fibra ottica? Si tratta di una tecnologia di trasmissione dati che utilizza sottili filamenti in fibra di vetro o polimeri per trasportare informazioni sotto forma di impulsi luminosi, garantendo velocità elevate, minima latenza e una totale immunità ai disturbi elettromagnetici.

    Senza questa infrastruttura non esisterebbero le reti ad altissima capacità che permettono alle aziende di gestire architetture Cloud, carichi di lavoro legati all’Intelligenza Artificiale (AI), piattaforme di Unified Communications (UCaaS), realtà aumentata, automazione industriale e Internet of Things (IoT).

    Fibra ottica e aziende: come fare chiarezza

    Purtroppo non sempre è facile trovare informazioni chiare su questo tema così importante per l’aziende.
    In molti casi gli operatori pubblicizzano offerte parlando di fibra ottica, senza precisare caratteristiche e prestazioni reali della connettività.
    Il moltiplicarsi di sigle e acronimi tecnici come FTTH, FTTC, FTTS, FTTB o GPON rende ancora più difficile compiere scelte informate e trasparenti.

    L’Autorità per le garanzie delle comunicazioni (Agcom) ha cercato di fare chiarezza una volta per tutte sull’argomento, per proteggere consumatori e aziende da forme di pubblicità ingannevole. Secondo Agcom la vera fibra ottica è solo quella che arriva direttamente a casa dell’utente o nella sede dell’azienda.
    Ma cosa significa esattamente? E che differenza c’è tra una fibra ottica dedicata e una fibra ottica condivisa?
    Infine, perché il ruolo dell’operatore è determinante nel fornire connettività veramente efficienti per le imprese?

    Di seguito trovi una piccola guida per aiutarti a comprendere cos’è la vera fibra ottica, come ottenerla e come sfruttarla per portare da subito benefici concreti alla tua azienda.

    Che cosa è la fibra ottica e come funziona

    La fibra ottica è una tecnologia che permette di trasmettere grandi quantità di dati ad altissima velocità e su lunghissime distanze, attraverso impulsi di luce. La tecnologia è stata inventata nella seconda metà degli anni ‘60 dallo scienziato premio Nobel Charles K. Kao.

    Come è fatta la fibra ottica: la struttura del cavo

    Un singolo filamento di fibra ottica ha il diametro di un capello umano, ma la sua architettura interna è composta da tre elementi concentrici fondamentali:

    • Nucleo (Core): È il filamento centrale in purissimo vetro di silicio o polimeri plastici attraverso il quale viaggiano gli impulsi luminosi che trasportano i dati.
    • Mantello (Cladding): È lo strato protettivo interno che avvolge il nucleo. Ha un indice di rifrazione inferiore rispetto al core, il che permette di “intrappolare” la luce all’interno del nucleo sfruttando il principio della riflessione totale.
    • Rivestimento (Coating / Guaina): È lo strato esterno in materiale plastico (solitamente poliuretano o PVC). Non ha funzioni ottiche, ma serve a proteggere il nucleo e il mantello da umidità, agenti atmosferici, urti e sollecitazioni meccaniche.

    Per funzionare la fibra ottica ha bisogno di essere “accesa” con impulsi luminosi che traducono i dati in codice binario, il linguaggio composto da bit utilizzato dai computer. In questo modo gli impulsi di luce, sospinti da ripetitori dislocati sulle reti degli operatori, trasportano grandi quantità di informazioni per migliaia di chilometri senza degradi.

    Fibra Monomodale vs Multimodale: le differenze

    Non tutti i filamenti di fibra ottica si comportano allo stesso modo. A seconda del diametro del nucleo e della modalità di propagazione della luce, si distinguono due categorie fondamentali:

    • Fibra Monomodale (Single-mode): Ha un nucleo estremamente stretto (circa 9 micron) che permette il passaggio di un solo raggio di luce alla volta. Questo azzera quasi del tutto la dispersione e l’attenuazione del segnale, rendendola la tecnologia perfetta per coprire lunghissime distanze a velocità praticamente illimitate. È la fibra utilizzata per le dorsali di trasporto dei grandi operatori e per i collegamenti in Dark Fiber dedicati alle aziende.
    • Fibra Multimodale (Multi-mode): Presenta un nucleo più ampio (fino a 50-62,5 micron) che consente a più impulsi luminosi di viaggiare contemporaneamente, rimbalzando all’interno del filamento. Questo causa una maggiore attenuazione sulle lunghe tratte, motivo per cui viene impiegata esclusivamente per coprire brevi distanze, come i collegamenti interni ai Data Center o la rete LAN di un ufficio o di un campus aziendale.

    Perché la fibra ottica è meglio del rame?

    Le prestazioni della fibra hanno permesso a questa tecnologia di soppiantare le vecchie reti in rame su cui si basavano tecnologie come l’ADSL.

    I segnali possono inoltre viaggiare sulla fibra ottica per lunghe distanze, senza i problemi di attenuazione tipici del rame.

    Oltre a poter trasportare quantità enormi di informazione, i cavi in fibra ottica sono anche meno soggetti alle interferenze rispetto alle connessioni in rame che utilizzavano impulsi elettrici per trasmettere i dati.
    In questo modo non subiscono ad esempio interferenze da umidità o pioggia. Questa capacità di isolamento permette anche di installare i cavi in fibra vicino a impianti elettrici in spazi già esistenti, con vantaggi economici.

    I cavi in fibra ottica rendono anche più semplice adeguare i servizi ai continui aumenti di necessità di banda da parte degli utenti.
    Infine le reti basate sulla fibra, come dimostrato da una ricerca dell’FTTH Council Europe, sono anche più ecosostenibili perché richiedono un consumo molto ridotto di energia.
    Gran parte degli apparati utilizzati per diffondere i segnali lungo le fibre ottiche non hanno infatti bisogno di alimentazione elettrica.

    Rete di trasporto e di accesso: il problema dell’ultimo miglio

    Anche se gran parte delle offerte degli operatori parlano genericamente di fibra, bisogna fare molta attenzione. Non tutte le fibre sono uguali.

    Per valutare l’importanza di questa affermazione, è bene conoscere la differenza tra rete di trasporto e rete di accesso.

    Le reti proprietarie dei principali operatori, già da molti anni sono interamente realizzate in fibra ad elevate prestazioni. Basti pensare che i primi cavi oceanici in fibra sono stati realizzati a fine anni’80. Grazie a queste “autostrade digitali” – le dorsali degli operatori che formano la cosiddetta rete di trasporto – i dati viaggiano sulla rete internet in tutto il mondo fino alle centrali telefoniche più vicine agli utenti.

    È qui che la strada improvvisamente si restringe, perché la copertura in fibra ottica non ha ancora raggiunto in maniera capillare tutto il territorio italiano.

    Per collegare l’abitazione o la sede aziendale dell’utente, gli operatori non utilizzano sempre la fibra, ma possono ricorrere anche ad altre tecnologie disponibili come rame o radio (FWA).

    Le tecnologie utilizzate per coprire questo passaggio – chiamato solitamente ultimo miglio – sono cruciali per determinare se stiamo acquistando una vera offerta in fibra e stabilire quali saranno le prestazioni effettive della nostra connettività di accesso.

    Come distinguere la vera fibra ottica

    Questo spiega perché Agcom definisce vera fibra solo quella che arriva direttamente nella sede dell’utente.
    Se l’accesso alla rete nell’ultimo miglio viene realizzato in rame, non si può parlare di fibra.

    Per rendere più semplice capire cosa accade nell’ultimo tratto e quindi individuare la giusta offerta, Agcom ha creato un sistema con bollini e codice di colore, simili a quelli di un semaforo.

    I bollini permettono di capire in un attimo come viene realizzata la connettività nell’ultimo miglio:

    • rosso: il collegamento tra la centrale è realizzato interamente in rame
    • giallo: il collegamento è realizzato con un sistema misto fibra/rame
    • verde: la fibra arriva fino “in casa” dell’utente

    Come scegliere la fibra più efficiente per la tua azienda

    Su questo punto bisogna comunque fare molta attenzione.
    Il semaforo creato dall’AGCOM si riferisce solo alla tipologia di connettività di accesso, ma non prende in considerazioni le prestazioni effettive della connettività.

    Le prestazioni reali di una connettività, soprattutto per quanto riguarda le esigenze delle aziende, dipendono dall’architettura di rete, dalla capacità dell’operatore di gestire le tipologie di traffico e da molti altri fattori come:

    • il numero complessivo di utenti che condividono lo stesso cavo per l’accesso in fibra ottica
    • le prestazioni della rete di trasporto dell’operatore e le politiche di overbooking applicate: fare overbooking significa vendere una quantità di banda maggiore rispetto a quella che la potenzialità tecnologica messa in campo permette di sostenere
    • la capacità dell’operatore di gestire i flussi di traffico in tempo reale per evitare colli di bottiglia e garantire la stabilità delle connessioni
    • l’efficienza della rete interna alla azienda (LAN) e l’eventuale utilizzo di servizi ad alto consumo di banda.

    Per questo è importante non inseguire offerte commerciali che promettono velocità mirabolanti e lavorare fianco a fianco con un operatore fidato. Per scegliere con consapevolezza è importante sapersi orientare tra le varie tipologie di fibra, vera o presunta.

    BMG e SLA: la differenza tra “Best Effort” e connettività Business

    La vera linea di demarcazione tra una fibra residenziale e una progettata per il business risiede in due acronimi contrattuali:

    • BMG (Banda Minima Garantita): Le connessioni consumer sono erogate in modalità Best Effort (l’operatore offre la massima velocità possibile in quel momento, ma può scendere anche vicino allo zero in caso di congestione). La fibra B2B deve includere una quota di banda (es. 20, 50 o 100 Mbps) che l’operatore si impegna contrattualmente a mantenere sempre attiva e disponibile esclusivamente per quell’azienda.
    • SLA (Service Level Agreement): Sono i tempi di ripristino garantiti in caso di guasto. Per un’azienda, un blackout della rete significa fermo produzione. Una connettività business solida prevede SLA stringenti (es. ripristino entro 4 o 8 ore lavorative), supportati da penali in caso di mancato rispetto dei tempi.

    Quanti tipi di fibra esistono e come influenzano la velocità di navigazione?

    Ci sono molti tipi di connettività che utilizzano la fibra.
    Di solito vengono indicati con la terminologia inglese Fiber to the X (FTTx).

    Nelle offerte commerciali degli operatori la X viene solitamente sostituita da altre lettere che indicano il punto più vicino all’azienda raggiunto dalla connessione in fibra.

    Da qui nascono le molte sigle (FTTH, FTTC, FTTB, FTTS) che spesso confondono gli utenti. Non tutte queste sigle possono essere considerate veramente fibra.
    Orientarsi in realtà è semplice: per ottenere le migliori prestazioni serve solo tenere a mente due grandi categorie: fibra dedicata e fibra condivisa.

    Prestazioni su misura con la fibra ottica dedicata

    Quella che l’AGCOM individua come vera fibra rientra nella tipologia Fiber to the Home o FTTH.

    In tutti i collegamenti di questo tipo la Fibra ottica raggiunge direttamente la sede dell’utente.
    Le prestazioni (così come il prezzo) possono però variare molto a seconda che la fibra sia dedicata o condivisa.

    La fibra dedicata collega direttamente il router nella sede del Cliente con il Point of Presence (PoP) dell’operatore, cioè il punto (solitamente una centrale) dove l’operatore ha dislocato l’armadio in fibra che consente l’accesso al backbone e alla sua rete di trasporto.

    Con la fibra dedicata il cavo per l’accesso viene utilizzato esclusivamente dal singolo Cliente.
    Questa architettura di rete garantisce performance costanti, con velocità fino a 1 Gbps simmetrici o superiori, e una maggiore resilienza.

    La fibra condivisa: FTTH e FTTB

    La categorie attualmente più diffuse di fibra vera, secondo gli standard Agcom, rientrano tra le connettività condivise.

    Stiamo parlando delle FTTH e FTTB realizzate prevalentemente in modalità GPON (Gigabit Passive Optical Network).

    Con il GPON, il collegamento passa da uno switch di palazzo o da un cabinet di strada, prima di arrivare al PoP dell’operatore e viene utilizzato da più utenti che condividono la banda.

    La velocità teorica di un fibra condivisa può arrivare fino a 1 Gbps in download, ma le prestazioni reali dipendono da molti fattori, come la contemporaneità di utilizzo.
    In questo caso solo il monitoraggio costante dei volumi e delle tipologie di traffico da parte dell’operatore può tutelare la qualità del servizio.

    Esistono molte sigle per indicare questa tipologia di connettività, ma le più diffuse sono FTTH (Fiber to the Home) e FTTB (Fiber to the Building).
    Nel primo caso la fibra arriva direttamente all’abitazione o alla singola sede dell’azienda. Nel secondo caso la fibra raggiunge un edificio e poi viene distribuita tra più utenze (es. appartamenti, hotel, scuole o uffici condivisi) utilizzando connessioni in rame solo all’interno dell’edificio.

    L’evoluzione oltre il GPON: lo standard XGS-PON

    Se il GPON rappresenta la base della fibra condivisa, lo standard tecnologico più evoluto ed efficiente per le aziende è oggi l’XGS-PON (10-Gigabit-capable Symmetric Passive Optical Network).

    A differenza del GPON tradizionale, questa tecnologia consente di raggiungere velocità teoriche fino a 10 Gbps simmetrici (sia in download che in upload) sulla stessa infrastruttura condivisa.

    Per una media impresa, l’XGS-PON rappresenta il perfetto compromesso economico tra una fibra condivisa base e i costi più impegnativi di una fibra dedicata.

    L’FTTC è vera fibra?

    Un’altra connettività molto diffusa è l’FTTC (Fiber to the Cabinet).

    Anche se nella definizione compare il termine fibra, in questo caso non sarebbe corretto utilizzarlo a fini commerciali. Per gli standard Agcom la FTTC non è vera fibra (a identificarla è il bollino giallo con l’indicazione fibra più rame).

    Nella FTTC il collegamento in Fibra ottica arriva in una cabina esterna molto vicina alla sede dell’utente. La sede viene raggiunta con un doppino in rame in tecnologia VDSL o VDSL2.

    La velocità massima in download di una VDSL si attesta sui 100 Mbps (20 per l’upload). Quando la distanza del cabinet dalla sede dell’Azienda supera i 700 metri le performance iniziano a scendere. Se si superano i 1500 metri le prestazioni diventano simili a una classica ADSL.

    Per completezza di informazione è bene segnalare l’esistenza di altre sigle meno diffuse come l’FTTE (Fiber to the Exchange) e FTTN (in questo caso la N sta per Node). In entrambi i casi si tratta di soluzioni che utilizzano accessi in rame e hanno prestazioni simili o inferiori alle ADSL.

    Il confronto diretto: FTTH (Fibra Pura) vs FTTC (Misto Rame)

    Per un’azienda, muoversi tra queste sigle non è solo una questione di colore, ma di efficienza operativa. Ecco le differenze chiave tra le due architetture più diffuse sul mercato:

    Caratteristica FTTH (Bollino Verde) FTTC (Bollino Giallo)
    Tecnologia Fiber to the Home (Fibra fino all’azienda) Fiber to the Cabinet (Fibra fino all’armadio)
    Materiale dell’Ultimo Miglio Vetro o Silicio (Fibra pura) Rame
    Velocità Massima (Download/Upload) Da 1 Gbps a 10 Gbps simmetrici Fino a 100/200 Mbps in download (20 Mbps in upload)
    Stabilità del Segnale Totale: immune a interferenze elettromagnetiche, meteo e umidità Variabile: soggetta a forti degradazioni in base alle condizioni atmosferiche
    Impatto della Distanza Nessuna perdita di prestazioni fino a decine di chilometri Prestazioni dimezzate se la sede dista più di 500-700 metri dall’armadio

    Come verificare la copertura della fibra

    La disponibilità di connettività in fibra dipende quindi dalla copertura di rete. Molti imprenditori si chiedono: come faccio a sapere quando la mia azienda è raggiunta dalla vera fibra ottica?

    Tutti gli operatori mettono a disposizione servizi online per verificare quali tipi di tecnologia siano disponibili nella zona dove si trovano le sedi aziendali.

    L’AgCom ha previsto che, nelle pagine dedicate e nelle offerte commerciali, gli operatori utilizzino i bollini per indicare le tecnologie utilizzate per la rete di accesso.

    Puoi utilizzare questo link per verificare la copertura di rete per la tua azienda.

    Il potere della Dark Fiber

    Viste le crescenti necessità di banda da parte delle Aziende, gli operatori più evoluti hanno anche la possibilità di utilizzare la Dark Fiber per offrire collegamenti dedicati su misura tra le sedi dei Clienti o dalle sedi aziendali ai PoP o ai Data Center dei provider.

    Tecnicamente la Dark Fiber o fibra scura non è altro che un cavo in fibra ottica “spento”, uguale a quelli che gli operatori utilizzano per realizzare le reti di trasporto.
    Alcuni operatori, su progetto, possono mettere queste connessioni dedicate a disposizione di Clienti con particolari necessità.

    La Dark Fiber può quindi essere attivata, grazie all’ausilio di router ad elevatissime performance, consentendo di raggiungere velocità superiori ai 10 Gbps simmetrici, con tempi di latenza minimi e una scalabilità molto facilitata. Quest’ultimo aspetto permette di adattare la quantità di banda disponibile alle esigenze variabili delle aziende.

    Quando serve la Dark Fiber? I principali casi d’uso aziendali

    Per via delle sue caratteristiche di scalabilità e isolamento, la fibra spenta non è una soluzione per tutti, ma diventa un’infrastruttura strategica in scenari B2B complessi:

    • Business Continuity e Disaster Recovery: Collegando direttamente la sede aziendale principale a un Data Center secondario, le imprese possono replicare i dati in tempo reale con una latenza vicina allo zero, garantendo la continuità operativa anche in caso di incidenti gravi.
    • Settore Bancario, Finanziario e Assicurativo: In mercati in cui anche un millisecondo di ritardo può fare la differenza (come nel High-Frequency Trading), la Dark Fiber offre corsie preferenziali esclusive e il massimo livello di riservatezza, poiché il traffico dati non transita sulla rete pubblica.
    • Grandi Campus, Ospedali e Poli Industriali: Strutture complesse che muovono quotidianamente file di dimensioni enormi (come immagini radiologiche ad alta risoluzione o flussi di progettazione CAD/CAM) utilizzano la fibra spenta per interconnettere i diversi padiglioni a velocità di rete locale (LAN).
    • Soluzioni Multi-Cloud Ibrido: Consente alle medie e grandi imprese di creare un ecosistema fluido e ad altissima capacità tra i propri server fisici e i principali nodi Cloud pubblici, eliminando i colli di bottiglia legati ai picchi di traffico.

    Il decalogo per scegliere la migliore connettività in azienda

    Per lavorare bene, un’azienda necessita di connessioni voce e dati stabili ed efficienti. Avere un accesso in fibra ottica non è condizione sufficiente per ottenere questi risultati.

    A fare la differenza sono i servizi realizzati dall’operatore sulla rete e quindi elementi meno appariscenti come: stabilità della connessione, capacità di gestione delle rete e livelli di assistenza.

    Ecco quindi un breve decalogo per scegliere un fornitore affidabile per la connettività:

    • disponibilità delle migliori tecnologie di accesso per ogni sede dell’azienda
    • condizioni contrattuali chiare sulle prestazioni (es. banda minima garantita) e sui tempi di risoluzione delle problematiche
    • attivazione delle linee solo dopo verifica tecnica positiva del loro funzionamento
    • rete di trasporto ad elevate prestazioni per tempi di latenza, packet loss e round trip delay
    • collegamenti con i principali nodi di interscambio della rete (es MIX e Namex)
    • capacità di gestire il traffico internet in tempo reale per evitare rallentamenti e per adattare costantemente i propri servizi alle effettive abitudini e alle reali necessità dei propri Clienti
    • disponibilità di servizi di backup a ridondanza geografica, la presenza di una linea secondaria (in tecnologia FWA radio o rame) che non solo utilizzi un’infrastruttura diversa, ma che entri nell’edificio da una via fisica differente rispetto alla fibra principale. Questo garantisce una vera business continuity anche in caso di tranciamento fisico dei cavi stradali.
    • fornitura di apparati efficienti per la gestione delle connettività in fibra (es. modem e router) con aggiornamenti costanti dei software
    • possibilità di verificare in tempo reale e in maniera trasparente gli effettivi consumi di banda da parte del Cliente
    • servizi di assistenza in grado di prevedere eventuali guasti e ripristinare la funzionalità dei servizi in tempi rapidi.

    Domande Frequenti (FAQ) sulla fibra ottica per le aziende

    A cosa serve la fibra ottica nelle aziende?

    La fibra ottica è il motore abilitante per la trasformazione digitale del business. Serve a gestire architetture Cloud e Multi-Cloud, carichi di lavoro legati all’Intelligenza Artificiale (AI), sistemi di telefonia VoIP in alta definizione, videoconferenze aziendali simultanee e backup massivi in tempo reale, azzerando i rallentamenti produttivi.

    Qual è la differenza tra fibra dedicata e condivisa?

    La fibra condivisa (come la GPON o la XGS-PON) prevede che la banda totale venga spartita tra più utenze della stessa zona, con prestazioni che possono risentire dei picchi di traffico. La fibra dedicata offre invece un cavo fisico esclusivo che collega la sede aziendale direttamente alla centrale dell’operatore, garantendo performance costanti al 100%, velocità simmetriche (fino a oltre 10 Gbps) e massima sicurezza.

    La fibra ottica consuma elettricità?

    Il cavo in fibra ottica in sé è un mezzo passivo: composto da vetro o polimeri, trasporta solo impulsi di luce e non richiede alcuna alimentazione elettrica lungo la tratta (a differenza del rame). Gli unici elementi che consumano energia sono gli apparati attivi posizionati ai due estremi della linea, ovvero il router nella sede del cliente e i sistemi nella centrale dell’operatore.

    Come si allaccia la fibra ottica in ufficio?

    L’allacciamento avviene tramite un intervento tecnico specializzato. I tecnici dell’operatore portano il cavo in fibra stradale fin dentro l’edificio attraverso le canaline esistenti (spesso sfruttando i passaggi elettrici, grazie all’isolamento della fibra). Il cavo viene poi terminato in una borchia ottica a muro, a cui viene collegato l’ONT (Optical Network Terminal) e successivamente il router aziendale.

    Dove passano i cavi della fibra ottica?

    Nelle tratte urbane e interurbane, i cavi passano prevalentemente all’interno di infrastrutture sotterranee (trincee o microtrincee scavate sotto il manto stradale) o sfruttando i cunicoli già esistenti dei servizi pubblici (illuminazione, rete elettrica). Per i collegamenti internazionali e intercontinentali, i cavi in fibra ottica altamente corazzati vengono posati direttamente sui fondali oceanici.

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