Oltre l’algoritmo: al Leadership Forum 2026 la sfida del business si gioca sul fattore umano
Sommario
Qual è il futuro dell’umanità in un mondo dominato dalle IA? E le aziende, come possono ancora creare valore in un’epoca in cui le macchine cominciano a pensare? Sono queste le domande fondamentali che hanno animato il Leadership Forum 2026, l’evento di riferimento in Italia dedicato al management e al futuro delle organizzazioni, da oltre 15 anni crocevia di grandi innovatori e top manager.
Il tema centrale di quest’anno, la ricerca del “Leader Sapiens“, ha tracciato una rotta chiara: nell’era dell’Intelligenza Artificiale, il successo non si misura più solo attraverso i risultati economici, ma nella capacità dei leader aziendali di immaginare e costruire un futuro sostenibile, attraverso la collaborazione.
Ad analizzare questa e altre importanti domande sul palco del Teatro degli Arcimboldi di Milano c’erano star del pensiero, del business e dell’arte come Yuval Noah Harari, Fabiola Gianotti, James Kerr, Charles Conn, Amy Cuddy e Giovanni Allevi.











Scoprire il mondo con nuovi occhi
In un mondo che si evolve costantemente serve un cambio di paradigma radicale. Un concetto che è stato magistralmente riassunto nel leitmotiv dell’evento lanciato dal CEO di ROI Group, Marcello Mancini, attraverso le celebri parole di Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.”
La sfida per i business leader di oggi è proprio questa: guardare alla propria organizzazione con occhi nuovi per integrare intelligenza emotiva e artificiale, valorizzare i talenti e creare connessioni autentiche grazie a un’innovazione guidata dal purpose.
Si tratta di una visione in perfetta sintonia con la filosofia di Vianova, che anche quest’anno è stata sponsor dell’evento.
Nel suo intervento, il Chief of Sales & Marketing Officer di Vianova, Nicola Di Giusto, ha saputo declinare questi macro-temi calandoli nella realtà aziendale di tutti i giorni, esplorando l’essenza dell’essere umani nell’epoca dell’iper-connessione.
Vianova al Leadership Forum 2026: presenza e fiducia nell’economia della reputazione
“Posso fidarmi di te?”. È partendo da questo interrogativo essenziale che Nicola Di Giusto ha introdotto il concetto di reputazione sul palco del Leadership Forum 2026.
Nel suo discorso, ha evidenziato come viviamo in mercati complessi in cui la tecnologia accelera continuamente lo sviluppo: “oggi un vantaggio competitivo legato a un software può essere colmato rapidamente dai competitor grazie all’IA. Quando i prodotti tendono a somigliarsi, è la fiducia a guidare le scelte dei Clienti”.
Di Giusto ha affrontato il paradosso contemporaneo per eccellenza: siamo sempre più connessi, eppure rischiamo di essere sempre più lontani.
“Per noi in Vianova, avere “nuovi occhi” ed essere “presenti” come azienda significa mantenere una coerenza ferrea con i nostri valori (Rispetto, Servizio, Eccellenza) e tradurli nella capacità di farci carico dei problemi dei Clienti nel momento del bisogno, come durante un attacco informatico”.
Come ha concluso Di Giusto: “La reputazione crea un’aspettativa. La fiducia si consolida quando, nel momento del bisogno, dimostriamo di esserne all’altezza”.
Le voci dei protagonisti: le grandi idee per il futuro del business
Questo approccio human-centric ha trovato profonda risonanza nei concetti espressi dagli ospiti saliti sul palco del Leadership Forum 2026.
Ecco i passaggi più ispiranti dei loro speech:
Amy Cuddy e la Self Leadership
Introdotta sul palco proprio da Nicola Di Giusto, la celebre psicologa sociale ed esperta di presenza ha ricordato che ogni leader, prima di governare un’azienda, deve saper guidare se stesso. La postura e il corpo non sono mera estetica, ma strumenti strategici per incarnare l’autenticità e generare fiducia. L’estratto chiave: “Il potere ci amplifica. Se ce ne sentiamo privati, rimpiccioliamo”.
Yuval Noah Harari e il futuro dell’umanità
Il grande pensatore ha affrontato l’IA non come un semplice strumento, ma come un agente in grado di dominare il linguaggio. La responsabilità del Leader Sapiens è guidare questa transizione tecnologica ritrovando ciò che è profondamente umano e va oltre le parole: la nostra innata capacità di cooperare.
Alex Osterwalder e l’innovazione strategica
Il creatore del Business Model Canvas ha esortato la platea a dotarsi di un “piano umano“. In un mondo in cui tutto accelera, i leader devono essere ambidestri: governare l’esecuzione del presente mentre si costruisce il domani con metodo. Il passato non si difende, il futuro non si subisce: “L’innovazione non è inventiva, ma un atto di profonda responsabilità e di governance umana”.
Fabiola Gianotti e la leadership nei grandi progetti
L’ex Direttrice Generale del CERN ha tracciato il parallelo tra scienza e management. Nessuna macchina possiede l’ambizione o il desiderio di un grande scopo condiviso. La leadership deve unire la visione d’insieme per indicare la rotta con il rigore scientifico per misurare i risultati, creando un ambiente capace di valorizzare la diversità di pensiero e trasformare l’errore in apprendimento.
Charles Conn e il potere del Purpose
Il Presidente del Board di Patagonia ha dimostrato con la sua storia aziendale che etica e profitto non sono in antitesi, ma si alimentano a vicenda. Quando il purpose diventa vera architettura d’impresa, si genera il vantaggio competitivo più solido di tutti. L’estratto chiave: “Ogni volta che scegliamo di fare la cosa giusta, facciamo bene al business”.
James Kerr e i team ad alta performance
Decodificando il modello degli All Blacks, Kerr ha svelato la formula del successo: Performance = Capacità x Comportamento. Per vincere, il vero leader deve dare l’esempio guidando con i fatti. L’estratto chiave: “Sweep the sheds / Lead by deed (Pulici gli spogliatoi/Guida con l’esempio): nessuno è mai troppo importante per farsi carico delle responsabilità più semplici”.
Michael Morris e la cultura aziendale tribale
Il docente della Columbia Business School ha ricordato che siamo animali tribali. Ignorare questa dinamica significa rinunciare a un enorme motore di coesione. Rituali organizzativi e linguaggi condivisi non sono semplici accessori, ma la trama invisibile che tesse allineamento strategico e lealtà.
Tiffani Bova e la crescita People-powered
L’esperta ha sfatato un falso mito: l’ossessione per il cliente e quella per i dipendenti non sono in competizione, ma richiedono totale sinergia. L’estratto chiave: “Il modo più veloce per far sì che i clienti amino il tuo brand, è assicurarsi che i collaboratori amino il loro lavoro”.
Andrea Pontremoli e l’agilità strategica
Il CEO di Dallara Automobili ha sottolineato come la velocità non sia nulla senza una direzione. Invece di rincorrere ogni novità restando sempre un passo indietro, l’azienda deve diventare un organismo in evoluzione basato sulla fiducia. A differenza di un semplice leader che si limita a presidiare l’esecuzione, il leader sapiens “ispira, condensando tecnologia e conoscenza e attivando il talento diffuso“.
Il Forum ha potuto inoltre contare sugli interventi illuminanti di figure di spicco come Sheena Iyengar e Sarah Harper, chiudendo infine due giornate memorabili sulle note e sulle parole di Giovanni Allevi, il quale ha ricordato a tutti che la leadership è, in fondo, un’opera d’arte collettiva.
Verso il Leadership Forum 2027
A chiusura di questa densa edizione, si è già aperta la finestra sul domani con l’anteprima del programma per il prossimo anno.
Gli ospiti e i grandi pensatori internazionali già annunciati per il 2027 sono pronti a esplorare nuove frontiere, promettendo di elevare ulteriormente il dibattito su come guidare l’innovazione senza mai dimenticare di farlo con “nuovi occhi”.
Il palcoscenico del prossimo anno accoglierà figure di spicco mondiale, tra cui Linda Hill, Torsten Müller-Ötvös, Mauro Porcini, Kate O’Neill, e Sanna Marin. A loro si uniranno esperti del calibro di Renée Mauborgne, Tamara Erickson, Peter Hinssen, A.G. Lafley e il leggendario Seth Godin.
Un panel d’eccezione per continuare a immaginare il futuro del business.