Carrello vuoto È necessario inserire almeno un prodotto nel carrello
×
  • SIM Vianova
    ,00 €
  • eSIM Vianova
    ,00 €
  • Credito aziendale
    3 € per ogni SIM
    ,00 €
    Promozione Online
    info Promozione Online
    Promozione Online

    La prima ricarica del credito aziendale è offerta da Vianova. Questa promozione è valida solo per il primo acquisto online.

    ×
    0,00 €
  • Spedizione
    Iva 22%
    Totale
  • inclusa
    0,00
    0,00
Che offerta sto attivando?
Che offerta sto attivando?

Puoi scegliere il profilo d’offerta che preferisci nella tua Area Clienti dopo aver acquistato le SIM.

Posso fare la portabilità del numero?
Posso fare la portabilità del numero?

Dopo aver ricevuto le SIM potrai decidere se effettuare la portabilità o attivarle come nuovo numero.

tutti gli articoli

Cybersecurity in azienda: checklist in 9 punti per proteggere l’infrastruttura

tempo lettura: 4 minuti
10 agosto 2026
| Cybersecurity

Sommario

    Cybersecurity in azienda

    L’emergenza legata agli attacchi informatici in Italia ha raggiunto livelli d’allerta istituzionali. Secondo l’Operational Summary dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), nella sola prima metà del 2025 si sono verificati oltre 1.500 eventi informatici, con un aumento vertiginoso del 53% rispetto all’anno precedente. Ancora più allarmante è il numero di incidenti con impatto confermato, che sono quasi raddoppiati (Report ACN 2025). La cybersecurity in azienda riguarda tutte le organizzazioni, non solo le grandi.

    Le PMI restano i bersagli più colpiti: infrastrutture eterogenee, accessi non centralizzati, personale non formato. Molto spesso le PMI vengono utilizzate dai cybercriminali come veicolo per attaccare imprese più grandi.

    Spesso il problema non è l’assenza di strumenti: è che quelli disponibili vengono usati in modo frammentato, senza una logica di insieme. Il risultato sono vulnerabilità che restano aperte per settimane, talvolta per mesi.

    Cybersecurity in azienda: nove aree da verificare per ridurre il rischio

    Ogni voce che segue corrisponde a un’area concreta di intervento per migliorare la cybersecurity in azienda. Per ciascuna, vale la pena chiedersi non solo se esiste una misura, ma se funziona davvero e se è aggiornata.

    1. Inventario delle risorse IT

    Prima di proteggere qualcosa, bisogna sapere cosa si ha.

    Nelle aziende che non hanno un inventario aggiornato, è frequente trovare dispositivi connessi alla rete non censiti, applicazioni installate dai dipendenti senza autorizzazione IT, o integrazioni con servizi esterni mai documentate formalmente. Ognuno di questi elementi è un potenziale punto di accesso non presidiato.

    L’inventario è eessenzaile per la cybersecurity in azienda e deve coprire tutti gli elementi informatici: PC, server, smartphone, stampanti, dispositivi IoT, connessioni VPN, piattaforme Cloud, fornitori con accesso alle risorse interne.

    2. Aggiornamento di sistemi e software

    Secondo il Rapporto Clusit 2026, gli attacchi basati sullo sfruttamento delle vulnerabilità sono cresciuti del 65% rispetto all’anno precedente.

    Spesso, gli attacchi che sfruttano vulnerabilità, fanno leva su falle già note e già corrette dai produttori, ma non ancora applicate: un problema di gestione prima ancora che di tecnologia.

    Definire una cadenza regolare per i patch di sicurezza, almeno mensile, abilitare gli aggiornamenti automatici sui dispositivi client e adottare policy di patch management centralizzate per i sistemi critici sono misure elementari per la cybersecurity in azienda, ma spesso sono disattese.

    Un dettaglio frequentemente trascurato: i dispositivi di rete come router, switch e firewall vengono aggiornati di rado, eppure sono tra gli elementi più esposti.

    3. Gestione degli accessi

    Il controllo degli accessi è uno degli ambiti dove le aziende accumulano più vulnerabilità nel tempo, spesso senza accorgersene.

    Credenziali non revocate di ex dipendenti, account condivisi tra più utenti, privilegi amministrativi assegnati per comodità e mai ridimensionati: sono situazioni comuni e rischiose. Il principio del minimo privilegio – ogni utente accede solo a ciò che serve per il proprio ruolo – va applicato in modo sistematico, non episodico.

    L’autenticazione a due fattori (2FA) va attivata su tutti gli accessi critici. Gli account con privilegi elevati richiedono un monitoraggio continuo: sono i più esposti in caso di compromissione e spesso i più trascurati.

    4. Protezione della rete

    Una rete piatta, dove tutto comunica con tutto, trasforma qualsiasi compromissione in un problema esteso. La segmentazione, cioè separare la rete degli uffici da quella della produzione, degli ospiti, dei dispositivi IoT, è una delle misure più efficaci per contenere i danni in caso di incidente.

    Sul fronte perimetrale, le soluzioni Firewall as a Service (FWaaS) garantiscono protezione centralizzata anche per infrastrutture distribuite o in Cloud, dove i perimetri tradizionali non bastano.

    Gli accessi da remoto vanno gestiti tramite VPN sicure o, preferibilmente, secondo logiche Zero Trust (ZTNA), e il traffico di rete va monitorato per rilevare comportamenti anomali.

    5. Sicurezza di email e comunicazioni

    Il phishing e il social engineering sono cresciuti del 75% nel 2025, con il contributo significativo dell’Intelligenza Artificiale Generativa, che produce messaggi sempre più credibili e difficili da riconoscere.

    I filtri antispam e antiphishing sul server di posta sono il punto di partenza. Configurare i protocolli SPF, DKIM e DMARC riduce il rischio che il dominio aziendale venga usato per attacchi di spoofing.

    Le soluzioni di email security avanzata analizzano gli allegati in ambienti isolati (sandbox) prima della consegna, bloccando minacce che i filtri tradizionali non intercettano.

    6. Backup regolari e verificati

    Sapere che i dati sono al sicuro non basta: bisogna verificare che siano effettivamente recuperabili prima di averne bisogno.

    La politica di backup deve definire frequenza, destinazione e tempo di conservazione dei dati.

    Almeno una copia va conservata in una posizione separata dalla rete principale — off-site o su Cloud. Il test di ripristino è il passaggio più trascurato: verificare periodicamente che i dati siano effettivamente recuperabili nei tempi previsti è l’unico modo per sapere se il backup funziona davvero.

    In caso di ransomware, un backup recente e funzionante è spesso l’unica alternativa concreta al pagamento del riscatto.

    7. Valutazione delle vulnerabilità

    Sapere dove si è esposti prima che lo scopra qualcun altro è il principio su cui si basa tutta la sicurezza proattiva.

    I vulnerability assessment periodici — su siti web, applicativi, reti interne e dispositivi — restituiscono una mappa delle vulnerabilità note presenti nei sistemi.

    I penetration test vanno oltre: simulano un attacco reale condotto da esperti, replicando tecniche e strumenti dei criminali informatici. Monitorare il Dark Web e le fonti OSINT permette di verificare se credenziali aziendali o dati sensibili siano già in circolazione, spesso molto prima che l’azienda se ne accorga.

    8. Formazione del personale

    La cybersicurezza in azienda comincia dalla formazione del personale.

    Nella maggior parte degli incidenti, il punto di ingresso è un comportamento umano: un link cliccato senza verifiche, una password riutilizzata, un allegato aperto per distrazione. La sicurezza informatica non si esaurisce negli strumenti tecnici.

    Sessioni di formazione almeno annuali, campagne simulate di phishing interno per misurare la reattività reale dei dipendenti, procedure chiare per segnalare comportamenti sospetti: sono interventi con un impatto misurabile sul livello di rischio complessivo. Vanno pianificati, non improvvisati.

    9. Piano di risposta agli incidenti

    Cosa succede in azienda se domani mattina i sistemi vengono bloccati? La risposta a questa domanda non dovrebbe essere cercata nel momento in cui si verifica il problema.

    Un piano di risposta definisce in anticipo ruoli, responsabilità e priorità di ripristino. Stabilisce quali sistemi devono tornare operativi per primi e chi deve essere coinvolto, sia internamente che verso l’esterno.

    Va aggiornato nel tempo – tenendo traccia degli incidenti passati – e deve essere condiviso con chi dovrà applicarlo: un piano noto solo a chi lo ha scritto perde gran parte della sua utilità nel momento in cui serve davvero.

    Vianova per la cybersecurity in azienda

    Per le aziende che vogliono una gestione strutturata della sicurezza informatica, Vianova offre soluzioni di cybersecurity predittiva basate sulla piattaforma Cerbeyra.

    Il servizio permette di censire e monitorare le infrastrutture IT 24 ore su 24, identificare vulnerabilità in modo preventivo e ricevere indicazioni operative per ogni criticità rilevata.

    Tra le funzionalità disponibili: vulnerability assessment su reti e applicativi, threat intelligence su Dark e Deep Web, monitoraggio IoT, log management, firewall as a service e formazione tramite Cerbeyra Academy.

    I dati sono ospitati nei Data Center italiani di Vianova, certificati ISO 27001 e qualificati dall’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale (ACN).

    È possibile richiedere una demo gratuita per testare la piattaforma prima di qualsiasi impegno.

    Potrebbero interessarti anche

    Iscriviti alla Newsletter

    Inserisci i tuoi dati per rimanere aggiornato
    Informativa sulla privacy

    Chiama il 145

    ti rispondiamo in tre squilli

    arrow-right

    Scrivici

    contattaci per informazioni, ti richiamiamo noi

    arrow-right

    Iscriviti alla newsletter

    ricevi aggiornamenti sulle ICT nella tua inbox

    arrow-right