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Le 6 fasi di un attacco informatico: conoscerle è utile per proteggersi al meglio

tempo lettura: 4 minuti
11 agosto 2026
| Cybersecurity

Sommario

    Attacco informatico: le 6 fasi da cui difendersi

    Chi viola i sistemi aziendali lavora con metodo. Chi si difende in molti casi non lo fa, oppure interviene solo dopo che il danno è già fatto, gestendo la cybersecurity in modo reattivo. Questo squilibrio spiega perché un attacco informatico ben pianificato ha buone probabilità di andare a segno.

    Comprendere come lavora la mente di un cybercriminale cambia completamente la prospettiva. Permette di capire esattamente dove intervenire, prima che sia troppo tardi.

    I costi di un attacco informatico: un allarme per le imprese

    I numeri dicono chiaramente quanto costi sottovalutare l’impatto economico e reputazionale di un attacco informatico.

    Secondo il report Cost of a Data Breach globale di IBM (in collaborazione con il Ponemon Institute), il costo medio di una singola violazione dei dati ha superato i 4,88 milioni di dollari a livello mondiale. In Italia, l’impatto economico per le aziende colpite si attesta in media a 4,37 milioni di euro per ogni incidente, sommando le perdite di fatturato, i costi legali e le spese per il ripristino.

    Un costo trainato dal blocco dell’attività: come evidenzia l’Osservatorio Cybersecurity del Politecnico di Milano, il downtime prolungato dei sistemi è la voce che incide più rapidamente sui bilanci, trasformando un problema tecnico in una paralisi commerciale.

    A questo danno finanziario si aggiunge una frequenza di attacchi allarmante. Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel 2025 sono stati registrati 5.265 attacchi cyber gravi a livello mondiale, con un incremento del 48,7% rispetto all’anno precedente. Ancora più preoccupante è l’impatto: l’80% di queste violazioni ha causato conseguenze “gravi” o “criticissime” per l’operatività aziendale.

    In Italia gli attacchi informatici documentati hanno raggiunto quota 507, il 42% in più rispetto al 2024. Quasi un incidente su dieci nel mondo ha coinvolto un’organizzazione italiana.

    Le 6 fasi di un attacco informatico

    La sequenza che segue descrive come si sviluppa la grande maggioranza degli attacchi informatici gravi registrati ogni anno.

    1. Ricognizione

    Tutto inizia con l’osservazione.

    Prima di agire, chi prepara un attacco informatico raccoglie informazioni sul bersaglio: siti web, profili LinkedIn dei dipendenti, indirizzi email aziendali, tecnologie utilizzate, certificati digitali scaduti, porte aperte sui server.

    Questa fase può durare giorni o settimane. L’azienda bersaglio non si accorge di nulla.

    Come difendersi: ridurre la propria esposizione

    Monitorare costantemente la propria “impronta digitale“, cioè le informazioni pubblicamente disponibili sul web, è il primo passo per limitare ciò che un potenziale attaccante può raccogliere. Un servizio di Cyber Feed aiuta a capire cosa è già accessibile dall’esterno.

    2. Scansione e analisi delle vulnerabilità

    Una volta raccolte le informazioni di base, gli attaccanti passano alla fase tecnica.

    Analizzano in modo metodico i sistemi dell’azienda per individuare punti deboli: software non aggiornati, configurazioni errate, accessi non protetti.

    Questa fase produce una mappa dettagliata delle falle da sfruttare.

    Come difendersi: conoscere le vulnerabilità prima degli altri

    Eseguire regolarmente un vulnerability assessment sulle infrastrutture IT — siti, applicativi web, dispositivi collegati alla rete, host interni — permette di individuare i punti deboli prima che lo facciano altri. È la base di qualsiasi strategia di sicurezza informatica concreta.

    3. Accesso iniziale

    È il momento dell’ingresso.

    L’attaccante sfrutta una delle vulnerabilità individuate per penetrare nei sistemi. I vettori più comuni sono il phishing, credenziali rubate o software con falle di sicurezza note.

    Spesso l’accesso avviene tramite credenziali compromesse. Non si “sfonda” una porta: si entra con le chiavi già in mano.

    In questa fase entra in gioco la cybersecurity a livello umano. Il dipendente che clicca sul link sbagliato è spesso l’anello più debole della catena.

    Come difendersi: formare le persone non solo i sistemi

    Le soluzioni tecniche da sole non bastano. Le campagne di phishing simulate aiutano a misurare la preparazione reale dei team e a ridurre il rischio che un accesso non autorizzato passi inosservato proprio dal lato umano.

    4. Movimento laterale

    Una volta dentro, l’obiettivo è espandersi.

    L’attaccante, assicurato un accesso stabile ai sistemi, inizia a muoversi attraverso la rete aziendale: cerca di acquisire privilegi più elevati, accede ad altri sistemi e installa strumenti che gli permettono di mantenere il controllo nel tempo.

    Questa fase può durare settimane. Spesso le aziende scoprono di essere state compromesse mesi dopo l’ingresso iniziale. Nel frattempo, l’attaccante ha avuto tutto il tempo di muoversi con calma: esplorare la rete, mappare i sistemi critici e individuare i dati di maggior valore.

    I cyber attacchi più gravi, ransomware compresi, raggiungono il massimo impatto proprio perché gli hacker hanno avuto tutto il tempo di prepararsi.

    Come difendersi: monitorare in tempo reale

    Un monitoraggio continuo H24 dei sistemi e una gestione strutturata dei log permettono di rilevare comportamenti anomali prima che si trasformino in danni estesi. Interrompere il movimento laterale in questa fase è molto più efficace che intervenire dopo.

    5. Esecuzione dell’attacco

    È la fase visibile. Quella in cui l’azienda si accorge, drammaticamente, di avere un problema.

    A seconda degli obiettivi, l’attaccante può cifrare i dati e chiedere un riscatto, sottrarre informazioni riservate, o sabotare i sistemi operativi bloccando i servizi aziendali.

    È qui che il danno diventa concreto. Quanto si riesce a contenere dipende dalla solidità delle misure già adottate e dalla rapidità di reazione.

    Come difendersi: prepararsi prima che serva

    Avere un piano di incident response definito, che significa sapere chi fa cosa, quali sistemi isolare, come ripristinare i backup, riduce in modo significativo le conseguenze di un incidente. La risposta improvvisata, quasi sempre, costa molto più cara.

    6. Copertura delle tracce

    L’ultima fase di un attacco hacker è spesso quella meno considerata.

    Dopo aver raggiunto i propri obiettivi, l’attaccante cancella i log, rimuove i propri strumenti ed elimina le tracce dell’intrusione. L’obiettivo è rendere difficile, o impossibile, la ricostruzione di quanto accaduto.

    Questo complica le indagini, rende più faticoso capire l’entità reale della violazione e può avere conseguenze legali rilevanti.

     Come difendersi: preservare le prove

    Affidarsi a servizi di Digital Investigation consente di analizzare i sistemi compromessi, ricostruire la sequenza degli eventi e raccogliere prove digitali utilizzabili anche in sede legale. Un passaggio spesso sottovalutato, ma molto importante soprattutto nei settori regolamentati.

    Come proteggersi da un attacco informatico: l’approccio predittivo di Vianova

    Conoscere le fasi di un attacco cyber serve a poco se poi la sicurezza informatica viene gestita in modo frammentato.

    Vianova propone un approccio integrato alla cyber security, costruito intorno alla piattaforma proprietaria sviluppata con Cerbeyra, una società del Gruppo Vianova. La piattaforma è un servizio SaaS che consente di monitorare le infrastrutture IT interne ed esterne h24, identificare vulnerabilità in modo predittivo e ricevere indicazioni concrete su come intervenire.

    Le funzionalità coprono l’intero perimetro della sicurezza informatica aziendale: vulnerability assessment, threat intelligence, monitoraggio IoT, log management, cyber reputation, cognitive security e molto altro.

    A questo si affiancano:

    • il Penetration Test condotto da un team di esperti che simula attacchi reali per testare la resistenza dei sistemi;
    • il Firewall as a Service per una protezione centralizzata e flessibile;
    • la Cerbeyra Academy per la formazione dei team interni.

    Tutti i dati raccolti dalla piattaforma sono ospitati nei Data Center italiani di Vianova, certificati ISO 27001 e qualificati dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

    Prevenire gli attacchi è il modo migliore per tenerli a bada e ridurne l’impatto.

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